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Auto: un settore sfidante, ma questo Cash Collect rende il 13% annuo

Nuovo Memory Cash Collect su auto (ISIN XS2878502553) che paga cedole mensile dell'1,11% (13,32% annuo), con barriera profonda al 50%, valida anche a scadenza. Durata 3 anni ma Autocall da marzo 2026

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Non ci sono dubbi: il settore auto resta ancora in difficoltà, stretto tra l’incertezza dei dazi di Trump, le sfide della regolamentazione europea e la crescente pressione della concorrenza cinese. Eppure, il comparto rimane strategico e oggi vi presentiamo un nuovo prodotto d'investimento che permette di puntare su tre big europei dell’automotive combinando una generosa cedola mensile con memoria dell’1,11% (pari al 13,32% annuo), con una barriera profonda del 50% a protezione del capitale. Si tratta del nuovo Memory Autocall Cash Collect emesso da Societe Generale (ISIN XS2878502553) e costruito sul basket worst of composto da Ferrari, Stellantis e Renault.

Una delle caratteristiche più attrattive di questo certificato è il suo rendimento potenziale a fronte di una buona protezione del capitale: i premi mensili con effetto memoria offrono un flusso annuo del 13,32%, a condizione che nessuno dei sottostanti scenda oltre il 50% del valore iniziale. Inoltre, l’effetto memoria assicura che eventuali cedole non distribuite vengano recuperate non appena i tre titoli del paniere torneranno a quotare sopra la propria barriera al 50%. 

Lanciato sul mercato il 30 giugno a un valore nominale di 1.000 euro, il certificato ha come prima data di osservazione per la distribuzione dei premi il 30 luglio 2025, con pagamento il 6 agosto. Prezzo attuale intorno a 1.000 euro a certificato.

Rimborso protetto fino a un calo del 50%

Il nuovo certificato (ISIN XS2878502553) ha una durata di tre anni, con scadenza a luglio 2028. Alla suddetta data scadenza, il capitale investito sarà rimborsato integralmente anche se i sottostanti dovessero trovarsi al di sotto del livello iniziale, purché non abbiano perso più del 50% dal loro Strike. Il Valore iniziale (Strike) è il prezzo di chiusura dei sottostanti al 17 giugno scorso.

Solo nel caso di un ribasso superiore al 50% anche per uno solo dei sottostanti del paniere, il prodotto verrà rimborsato con un importo inferiore al valore di emissione e proporzionale alla performance del titolo peggiore del basket.

Come dicevamo, il prodotto ha una durata di tre anni ma è anche possibile che non arrivi alla sua data di scadenza visto che a partire da marzo 2026 prevede la possibilità di rimborso anticipato (Autocall). Se in una delle date di osservazione mensile successive tutti e tre i titoli del basket avranno una quotazione pari o superiore al rispettivo prezzo strike, l’investitore riceverà il rimborso anticipato del 100% del valore nominale (1.000 euro), oltre alle eventuali cedole non pagate in precedenza grazie all'effetto memoria. Infatti, l'Autocall per l'ISIN XS2878502553 è possibile con trigger fisso al 100%.

Nella tabella riportata qui sotto possiamo vedere il calendario completo delle cedole del nuovo prodotto di Societe Generale.

Auto, un settore in piena trasformazione

Scegliere l’automotive oggi significa investire in un settore che vive una delle sue trasformazioni più radicali. La corsa verso l’elettrificazione, la digitalizzazione dei veicoli e le sfide poste dalla competizione internazionale, in particolare dalla Cina, rappresentano sia rischi che opportunità. 

A questo si aggiungono le incertezze legate alla politica commerciale americana: oggi, le Case automobilistiche di tutto il mondo che esportano negli Usa devono fare i conti con un dazio del 25%. In questi giorni l’amministrazione Usa e l’Unione europea stanno negoziando per trovare un accordo entro il 9 luglio che potrebbe ridurre le tariffe doganali sulle auto made in Europe. Sull’esito del negoziato, però, nulla è scontato: non si può nemmeno escludere un peggioramento dei vincoli protezionistici Usa nel caso di un mancato accordo.

Delle tre società sottostanti al certificato ISIN XS2878502553, Stellantis è quella più esposta agli effetti negativi dei dazi Usa, poiché importa negli Stati Uniti circa 500mila auto all’anno da Messico, Canada ed Europa, una quantità pari al 10% dei volumi del gruppo.

Ben diversa la situazione di Renault, che negli Usa non vende neanche un’auto.

Ferrari è sì colpita dai dazi, ma ha una tale posizione competitiva, praticamente senza concorrenza, che può facilmente compensare i dazi con aumenti dei prezzi, che infatti sono già scattati.

In questo contesto, un certificate come quello proposto da Société Générale permette di investire in tre player solidi e ben posizionati nel panorama globale, offrendo al contempo una protezione significativa e un flusso cedolare competitivo. Vediamo più da vicino i protagonisti del basket.

Ferrari: lusso, performance e solidità finanziaria
 
Dall’inizio dell’anno Ferrari ha registrato una performance positiva (+1,6%), che si somma a un +8,8% su base annua e a un impressionante +170% negli ultimi cinque anni. La Casa di Maranello continua a beneficiare di un mix di prodotto orientato verso l’alto di gamma, con buoni margini e forte generazione di cassa. 

Per il secondo trimestre 2025 sono attesi ricavi in crescita a 1,84 miliardi (+7% su base annua) e un utile netto di 419 milioni, con un EBITDA stabile. Il management ha ribadito che il primo semestre sarà più forte del secondo, in attesa del lancio del primo modello elettrico che avverrà nel Capital Market Day del prossimo ottobre. 

Per l’esclusività dei suoi prodotti, Ferrari rimane una blue chip difensiva. Gli analisti mantengono un outlook positivo: su 12 esperti che coprono il titolo, cinque raccomandano di comprare le azioni e sei hanno un giudizio neultrale. La media dei target price, pari a 438 euro, indica un potenziale di rivalutazione del 5%.

Stellantis: una nuova era sotto il segno del Ceo Filosa

Il cambio al vertice di Stellantis, con Antonio Filosa nuovo Ceo, segna l’inizio di una fase cruciale. Il gruppo affronta margini in calo, sfide tecnologiche e l’urgenza di rafforzare la competitività elettrica, soprattutto in Europa. In Nord America, mercato chiave per il Gruppo, i risultati sono sotto pressione e Filosa ha deciso di gestire direttamente l’area, segnale dell’importanza strategica del presidio Usa. Intanto, la riorganizzazione del team dirigenziale introduce nuovi volti italiani e rilancia l’attenzione su efficienza e adattamento locale. 

Il titolo resta sotto osservazione da parte del mercato, in attesa di indicazioni sui piani industriali. Per Filosa la sfida sarà doppia: difendere i margini e accelerare l’elettrificazione con un’offerta capace di fronteggiare la concorrenza cinese.

Dopo un ribasso del 33% negli ultimi 12 mesi, il prezzo attuale di Stellantis (8,35 euro) corrisponde al minimo degli ultimi cinque anni, un dato che permette ai possessori del certificate di guardare con ragionevole tranquillità alle evoluzioni future del titolo. 

Su 25 analisti che coprono Stellantis, solo uno consiglia di vendere e sette raccomandano di comprare le azioni (17 neutrali). La media dei target price è 10,5 euro, più alta del 23% rispetto al prezzo corrente. 

Renault: transizione strategica in un momento delicato

Renault vive un momento di transizione dopo l’annuncio dell’uscita del Ceo Luca de Meo, attesa per metà luglio. L’azienda è chiamata a garantire continuità in una fase complessa: da un lato la concorrenza asiatica, dall’altro la necessità di consolidare i risultati ottenuti e accelerare sull’elettrico. Tra i candidati alla guida figurano manager di peso come Denis Le Vot e Fabrice Cambolive. 

Sul fronte operativo, il nuovo Ceo dovrà affrontare la messa a punto della strategia della controllata Ampere, nella quale Renault ha concentrato le attività dei veicoli elettrici. 

In Borsa, l’incertezza pesa. Fino a pochi mesi fa Renault vantava la migliore performance a 12 mesi fra i costruttori europei di auto. Poi, il fallimento dell’Ipo di Ampere e l’uscita di De Meo hanno pesato sulle quotazioni: negli ultimi quattro mesi e mezzo il titolo è sceso del 24% e la performance da inizio anno è diventata negativa del 15%.  

Tutto ciò non ha però intaccato la fiducia degli analisti: su 18 esperti che coprono il titolo, 12 continuano a raccomandare di comprare azioni Renault e nessuno consiglia di vendere. La media dei target price, pari a 57 euro, indica un potenziale di rialzo del 46%.

Nella tabella riportata qui sotto è possibile vedere il prezzo di riferimento iniziale del certificato (Strike fissato al close del 30 giugno) e il posizionamento delle barriere al 50%.

In conclusione, possiamo dire che il nuovo certificate di Société Générale (ISIN XS2878502553) rappresenta una soluzione intelligente per chi vuole esporsi al potenziale del settore auto europeo senza accettare una rischiosa esposizione diretta in azioni singole. Il mix di premi elevati, l’effetto memoria e la barriera profonda rende questo strumento adatto anche agli investitori più prudenti. 


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