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Alto rendimento con il Fast che paga il 19% annuo (barriere al 50%)
Nuovo Fast Cash Collect di Natixis sull'Italia (ISIN IT0006770462). Paga cedole mensili con memoria pari al 19% annuo, condizionate ad una barriera profonda al 50%. Autocall dal 3° mese con step down

Per gli investitori alla ricerca di certificati ad alto rendimento, ecco il nuovo Fast Cash Collect con ISIN IT0006770462. Il prodotto è stato emesso il 18 settembre da Natixis (rating: S&P’s A+ / Moody’s A1 / Fitch A+) e propone una cedola mensile con memoria del 1,58%, ovvero un ottimo 19% annuo. Le barriere sono profonde al 50% sia per i premi che a scadenza. La durata è di 3 anni ma è possibile il richiamo anticipato veloce a partire da dicembre e con trigger decrescente. I sottostanti del basket worst of? I due bancari Banca MPS, Banco BPM, il gruppo automobilistico Stellantis e la leader del fintech Nexi. Il prezzo è poco sotto la pari a 997 euro.
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19% annuo e barriere al 50%
Con un rendimento annualizzato del 19%, il certificato ISIN IT0006770462 si colloca tra le soluzioni più interessanti della categoria. Questo perché nonostante l'alto flusso cedolare potenziale, il Fast Cash Collect di Natixis in analisi oggi, riesce a combinare una barriera al 50% dei livelli iniziali (strike), monitorata sia per le cedole mensili ma anche per il rimborso del nominale a scadenza. Un livello di protezione al 50% che riteniamo essere piuttosto profondo per tutti e quattro i titoli del basket wort of dato che permette di sopportare fino ad un dimezzamento delle quotazioni dei sottostanti.
Le cedole mensili ammontano all'1,5833%, ovvero 15,833 euro visto il valore nominale di 1.000 euro, e come dicevamo sono pagati a condizione che nessuno dei quattro titoli perda oltre il 50% dai valori iniziali (strike) fissati al termine della seduta del 17 settembre.
E se durante la vita il prezzo di un sottostante dovesse cedere oltre il 50%? Nessun problema, grazie all’effetto memoria, le cedole non pagate non si perdono! Se a una data di osservazione le condizioni per la cedola non vengono soddisfatte, l’importo resta “in memoria” per essere poi corrisposto alla prima occasione utile, insieme alla cedola della nuova data.
Un dettaglio da non sottovalutare: tutte le plusvalenze realizzate dal certificato (cedole e capital gain) sono considerate, ai fini fiscali, redditi diversi. Un vantaggio importante per l'investitore visto che permette di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.
Come vediamo dalla tabella (qui sotto), il certificato ISIN IT0006770462 pagherà la sua prima cedola mensile il 28 ottobre, con data di osservazione prevista per il 17 ottobre.
Durata di 3 anni ma è possibile l'Autocall "Fast" da dicembre
Come tutti i Fast Cash Collect, anche questo certificato dell'emittente francese Natixis (ISIN IT0006770462) si caratterizza per prevedere la possibilità di essere richiamato anticipatamente in modo automatico a partire già dal terzo mese di vita, ovvero dicembre 2025. Il livello trigger che potrà far scattare l'Autocall non è fisso al 100% degli strike, ma è decrescente dal 100% al 68%. Questo meccanismo non fa altro che rendere più probabile il rimborso anticipato e spiega in parte il perché dell’alto rendimento del certificato. Infatti, un Autocall veloce riduce la vita stimata del prodotto e dunque i premi che l’emittente dovrà pagare.
La durata del certificato è di tre anni (scadenza al 27/09/2028) e all'ultima data di osservazione del 18 settembre 2028 sono possibili due scenari alternativi:
- Se tutti i titoli saranno sopra la barriera a scadenza al 50%, il certificato rimborsa il valore nominale di 1.000 euro a pezzo più l’ultima cedola da 15,833 euro ed eventuali cedole non pagate in precedenza grazie all'effetto memoria.
- Se al contrario anche solo un titolo sarà sotto barriera, il certificato rimborserà la performance del peggiore. Cosa significa? Che, se per esempio, il peggiore avrà perso ad esempio il 60% dal suo prezzo strike, il certificato rimborserà 400 euro. Ovviamente non verrà pagata l’ultima cedola e si avrà perso anche il diritto alla memoria, nel caso di cedole non pagate.
L'analisi del basket ISIN IT0006770462
Il basket del certificato unisce quattro società molto conosciute dagli investitori italiani, appartenenti a tre settori diversi.
Banca MPS e Banco BPM
Il comparto bancario è stato tra i protagonisti assoluti dei mercati nell’ultimo anno. Complice l’aumento dei tassi d’interesse, negli ultimi anni i margini di interesse si sono ampliati e gli utili sono cresciuti in maniera significativa. Banca MPS, dopo anni difficili e una lunga fase di ristrutturazione, sta vivendo una nuova stagione di rilancio e i risultati recenti hanno ridato fiducia al mercato. Il titolo nell'ultimo anno di negoziazione ha guadagnato oltre il 55%, mentre da inizio 2025 il rialzo è attualmente del 13%. A settembre 2025 ha acquisito il controllo dell'86,3% di Mediobanca, rafforzando la propria posizione nel panorama finanziario italiano. Questo successo si aggiunge a segnali positivi come l'upgrade a investment grade ottenuto da Fitch a luglio, agli ottimi conti semestrali e risultati degli stress test europei di agosto. Tutti fattori che testimoniano la solidità patrimoniale e la capacità di resistenza del gruppo.
All'interno del certificato ISIN IT0006770462 Banca MPS ha fissato il suo prezzo iniziale a quota 8,05 euro, con le barriere al 50% che vanno dunque a posizionarsi a quota 4,03 euro.
Banco BPM, dal canto suo, è uno dei player più solidi del settore domestico e viene spesso citato tra i potenziali protagonisti di nuove operazioni di consolidamento bancario. Il titolo ha fissato il suo prezzo strike a 12,61 euro, portando così la barriera al 50% in area 6,305 euro, livelli di novembre dello scorso anno.
Stellantis
Il colosso automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA è oggi uno dei maggiori gruppi globali del settore. Stellantis ha puntato con decisione sulla transizione elettrica, ma il contesto non è privo di ostacoli: la domanda di auto elettriche sta rallentando, i costi restano elevati e la concorrenza, soprattutto asiatica, è sempre più aggressiva. Da inizio anno il titolo ha perso parecchio terreno, riflettendo i timori degli investitori sul rallentamento della crescita e sulle sfide legate alla transizione green. Tuttavia, resta una società con un portafoglio di marchi fortissimo (Jeep, Peugeot, Fiat, Maserati e molti altri) e con sinergie industriali che potrebbero dare frutti importanti nel medio periodo. Ad oggi sta affrontando un delicato momento di transizione sotto la guida del nuovo CEO Antonio Filosa, insediatosi a luglio 2025 con l’obiettivo di risollevare l’azienda dopo la perdita registrata nel primo semestre. La strategia include la produzione in Spagna di veicoli elettrici a basso costo per il marchio cinese Leapmotor, mentre in Italia proseguono negoziati con i sindacati per definire i piani industriali degli stabilimenti. Nonostante le difficoltà e un rosso di oltre il 34% da inizio anno, nelle ultime settimane il titolo ha mostrato segnali di recupero. Il titolo quota attualmente in area 8,2 euro, con il valore iniziale (Strike) del certificato (ISIN IT0006770462) a 8,238 euro e la conseguente barriera a 4,119 euro.
Nexi
Il campione europeo dei pagamenti digitali è uno dei titoli più discussi del listino. Dopo la forte espansione degli ultimi anni, segnata anche da acquisizioni strategiche, Nexi si trova a dover convincere il mercato sulla sostenibilità del proprio modello di business in un contesto di tassi alti e concorrenza crescente. Le quotazioni hanno sofferto pesantemente da inizio anno (-12%). Nonostante ciò, Nexi rimane un player leader in un settore – quello del fintech e dei pagamenti digitali – destinato a crescere strutturalmente nei prossimi anni, spinto dalla progressiva digitalizzazione dei consumi e dall’abbandono del contante.
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