ZEST - Il nuovo acceleratore punta sul tech per continuare a crescere
La società - primo operatore nel proprio mercato di riferimento - mira a sfruttare economie di scala e creare un ecosistema integrato nel mondo italiano del Venture Capital, ad oggi molto frammentato

C’è attesa per la prima semestrale di Zest, l’acceleratore italiano per startup tech nato dalla fusione di LVenture e Digital Magics, che verrà approvata il prossimo 27 settembre. Si tratta di uno spartiacque importante, perché è il primo appuntamento di bilancio di questa nuova realtà – principale operatore nel proprio mercato di riferimento – in cui si chiude un’era e si entra nel futuro con una dinamica totalmente diversa, che secondo il management garantirà sinergie strategiche. [zest.mi]
Le ultime settimane in Borsa sono state complicate per il titolo, che è calato bruscamente da 0,24 a 0,1 euro. Ma se le previsioni di Zest venissero confermate, allora potrebbe rappresentare un’interessante opportunità di acquisto. Marco Gay, presidente esecutivo della società partecipata dall’Università Luiss e dalla banca d’investimento TIP, è sicuro: non c’è alcun timore circa “il proseguimento del piano industriale, che con l’unione delle forze troverà maggiore ragion d’essere”, ha dichiarato in una recente intervista a Milano Finanza. [tip.mi]
Il manager ha ribadito le attese, ovvero “una stima patrimoniale di 50 milioni, alla luce della quale il titolo Zest appare ingiustamente sacrificato”. Gay ha poi escluso eventuali aumenti di capitale e, nelle scorse settimane, è intervenuto in prima persona sul mercato con acquisti individuali. “La nostra non è una semplice aggregazione di partecipazioni – ha sottolineato – C’è una strategia industriale che accompagna le startup nel loro percorso di crescita e sull’open innovation”.
Un tema importante è quello della vendita di alcune società in portafoglio: “Sono in corso trattative su più fronti per giungere a exit profittevoli”, ha spiegato Gay, così da ottenere nuove risorse da investire nella crescita.
Modello diversificato
L’acceleratore possiede una linea di ricavi derivante dai servizi e dai programmi di sviluppo per le startup. Ma il vero fulcro è la generazione di valore tramite la rivalutazione delle società in portafoglio, costruito secondo una strategia diversificata; Zest, in particolare, si focalizza sui principali trend tecnologici, dall’Intelligenza Artificiale al Cleantech, fino alle innovazioni digitali applicate alla finanza o al comparto assicurativo, solo per fare alcuni esempi.
Le società in portafoglio
Facciamo qualche nome: tra le imprese in portafoglio ci sono Talent Garden, il network per innovatori nato come coworking per poi virare sulla formazione, e la fintech Viceversa. Nel settore AI possiamo citare Futura, che aiuta gli studenti a preparare i test al meglio, o Stip, un software per la gestione dei clienti delle aziende. Un altro nome è Kiwibot, startup americana di consegna robotizzata a guida autonoma.
All’annuncio del connubio tra LVenture e Digital Magics, Wired scrisse un approfondimento in cui ricordava inoltre “Insoore, la piattaforma tecnologica che permette alle compagnie assicurative” di ottimizzare “la gestione dei sinistri e di ottenere rilevazioni video-fotografiche in real time e on demand”. Un'eventuale exit dalla società “nel 2024 potrebbe valere per Zest quasi 10 volte l’investimento iniziale”.
I piani per il futuro
Zest punta ad avviare almeno 10 programmi di accelerazione nel giro di tre anni e negli esercizi 2025 e 2026 sono previsti investimenti per 8-11 milioni di euro. La società ritiene di poter sfruttare importanti sinergie nell’individuazione delle migliori opportunità in ambito tech, nei corporate partner “che sono del tutto complementari e, fatto non banale in Italia, superiamo i campanilismi, con una presenza capillare su tutto il territorio italiano”, secondo quanto aveva dichiarato Gay a Wired. “Insieme avremo la potenza per continuare a dimostrare come la tecnologia e il digitale siano un primario abilitatore per la crescita delle imprese anche in uno scenario geo-politico complesso”.
Zest, infine, mira a sfruttare economie di scala e creare un ecosistema integrato nel mondo italiano del Venture Capital, ad oggi molto frammentato.
Azioni menzionate
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