WIIT - Broadcom, il CISPE chiede l'intervento dell’antitrust UE
Broadcom respinge le accuse, sostenendo che CISPE sia un'organizzazione finanziata dai grandi hyperscaler e che le sue contestazioni non riflettano la realtà del mercato

Photo by Andry Onufriyenko/Getty Images
Fatto
Secondo Reuters, CISPE (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe), l'associazione europea dei provider di servizi cloud, insieme ad altre quattro associazioni di utenti IT (Beltug, Cigref, VOICE e CIO Platform Nederland), ha chiesto all'antitrust UE l'adozione di misure cautelari contro Broadcom, gruppo di software e semiconduttori.
A marzo CISPE aveva presentato una prima denuncia, che ha spinto la Commissione europea ad avviare un'indagine sulle modifiche alle licenze VMware. Ora le cinque associazioni accusano Broadcom di forti rincari e di aver escluso migliaia di provider dal programma VMware Cloud Service Provider, chiedendo un periodo di transizione di almeno tre anni durante l'istruttoria. Broadcom respinge le accuse, sostenendo che CISPE sia un'organizzazione finanziata dai grandi hyperscaler e che le sue contestazioni non riflettano la realtà del mercato.
Effetto
La notizia potrebbe spiegare l'estrema debolezza del titolo della cloud company WIIT nella seduta di ieri (-6%). Le contestazioni mosse a Broadcom riguardano infatti proprio la profonda riorganizzazione dell'ecosistema VMware, che ha ridotto drasticamente il numero dei partner autorizzati.
WIIT ha annunciato il 5 febbraio di essere stata selezionata nel ristretto novero dei partner europei ammessi al Broadcom Advantage Partner Program come Authorized VMware Cloud Service Provider (VCSP), uno dei pochi operatori autorizzati a distribuire i servizi VMware.
Il management considera questo status un importante vantaggio competitivo e si attende, a partire dal 2028, un significativo rafforzamento sia della pipeline commerciale, grazie all'acquisizione di clienti serviti in precedenza da partner esclusi, sia delle opportunità di M&A, in un contesto di consolidamento del mercato che potrebbe portare molti ex partner VMware a cedere le proprie attività o uscire dal mercato, attraverso una "selezione darwiniana".
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