UNIDATA - Dai cambiamenti settore TLC una call-to-action anche per gli operatori minori
L’appeal speculativo legato agli scenari M&A ci spinge a confermare con convinzione la nostra raccomandazione BUY

Fatto
In un intervento pubblicato dal Corriere Comunicazioni (link), Renato Brunetti, Presidente e CEO di Unidata, passa in rassegna i grandi cambiamenti attesi nel settore delle telecomunicazioni dal 2024 in avanti:
• Scissione TIM-NetCo: la creazione di una società indipendente per la gestione della rete porterà maggiore concorrenza e trasparenza. La tendenza alla separazione tra infrastrutture e servizi è la risposta alla crisi dei margini del settore, già evidente nel mercato consumer (B2C), che sta iniziando a influenzare anche il più redditizio mercato business (B2B).
• Fusione Fastweb-Vodafone: non rappresenta solo un consolidamento di mercato, ma segna anche un passo avanti verso una maggiore integrazione dei servizi digitali e di telecomunicazione, evidenziando il ruolo cruciale delle soluzioni ICT nel panorama economico futuro.
• Dinamiche di mercato: gli operatori più piccoli devono adottare strategie di aggregazione e aumento dell'attività per rimanere sostenibili.
• Ristrutturazione radicale: la trasformazione del settore vedrà una crescente distinzione tra aziende infrastrutturali con reti proprietarie, servizi limitati e data center, e aziende di servizi ICT pure, che trarranno vantaggio dall’innovazione, in particolare nel contesto rivoluzionario dell’AI. L’AI aprirà nuove opportunità di servizi e modelli come XaaS e MPS diventeranno centrali.
• Innovazione e competitività: e aziende che non riusciranno a tenere il passo con questa visione ed evoluzione saranno inevitabilmente estromesse dal mercato. La capacità di innovare e adattarsi sarà la chiave per rimanere competitivi in un panorama in continua evoluzione, dove le tecnologie emergenti e i nuovi modelli di business ridefiniranno le regole del gioco.
Effetto
I recenti cambiamenti epocali nel settore delle comunicazioni italiano, con la cessione di NetCo e la fusione VOD-FWB, potrebbero aprire la strada ad un consolidamento tra gli operatori minori, altrimenti destinati ad una selezione darwiniana.
Leggiamo quindi positivamente le aperture di Renato Brunetti al consolidamento del mercato, in cui anche Unidata potrebbe giocare un ruolo proattivo e flessibile, con interessanti sinergie legate alle economie di scala e ai maggiori ritorni superiori sul capitale investito. Inoltre, non escludiamo che in caso di futura combinazione tra Open Fiber e NetCo, anche Unidata e altri player regionali, oltre a Fastweb, potrebbero avere qualche un ruolo nel facilitare l’operazione, acquisendo asset ridondanti nelle aree nere.
L’appeal speculativo legato agli scenari M&A ci spinge a confermare con convinzione la nostra raccomandazione BUY sul titolo: in un potenziale scenario di consolidamento Unidata può contare su alcuni asset chiave (rete FTTH proprietaria nell’area di Roma, base clienti altamente fidelizzata nel Lazio e in Lombardia, rete di rivenditori altamente specializzati distribuiti sul territorio, ruolo industriale in progetti di coinvestimento come Unitirreno/Unifiber/Unicenter) che potrebbero essere valorizzati a multipli molto interessanti.
Il titolo tratta a 4,4x EV/EBITDA'25E (settore telco europeo: 5.4x) e al nostro TP (di Eu7.0) tratterebbe a 7.3x (non lontano dal 7.6x offerto da Fastweb per Vodafone Italia).
Azioni menzionate
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