Ulisse Biomed, parte la seconda fase del progetto contro la malaria
La nuova tecnologia aiuterà ad ottimizzare le campagne di controllo della malattia e ad anticipare le epidemie, offrendo una migliore protezione alle popolazioni endemiche

Hyris Limited, controllata totalitaria di Ulisse Biomed, avvierà la seconda fase di un progetto internazionale che ha l'obiettivo di contrastare la diffusione della malaria, soprattutto in aree remote e svantaggiate.
La conclusione della prima fase era stata comunicata il 20 febbraio 2024.
Il progetto, che partirà questo mese di marzo, ha una durata triennale e sarà finanziato dalla Gates Foundation con 2 milioni di dollari, di cui 540 mila destinati allo sviluppo tecnologico di Ulisse Biomed.
La nuova tecnologia aiuterà ad ottimizzare le campagne di controllo della malattia e ad anticipare le epidemie, offrendo così una migliore protezione alle popolazioni endemiche.
In questa seconda fase, il team di ricerca opererà in 30 distretti sanitari del Camerun, con l'obiettivo di espandersi in altri 170 distretti del paese.
Nel 2023, si sono stimati 263 milioni di casi e 597.000 decessi per malaria in tutto il mondo, la maggior parte dei quali nell'Africa subsahariana tra i bambini di età inferiore ai cinque anni.
Il team di ricerca è guidato dal professor George Dimopoulos del Johns Hopkins Malaria Research Institute presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, in collaborazione con il professor Charles Wondji del Center for Research on Infectious Diseases di Yaoundé, Camerun.
"Crediamo che le funzionalità dell’Hyris System possano rafforzare e migliorare le capacità diagnostiche dei sistemi di sorveglianza ambientale e sanitaria", afferma Lorenzo Colombo, CTO di Ulisse Biomed. "Siamo orgogliosi di continuare questa collaborazione con il Johns Hopkins Malaria Research Institute e il CRID, con il supporto finanziario della Gates Foundation", conclude.
Cosa fa Ulisse Biomed
E' una healthcare biotech company operante nei settori della diagnostica, della teranostica e della terapeutica con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative in detti campi. L’azienda dispone di tre piattaforme tecnologiche proprietarie in grado di generare prodotti innovativi e competitivi: Sagitta (diagnostica molecolare), NanoHybrid (teranostica e diagnostica) e Aptavir (terapeutica). UBM è titolare di un portafoglio di intellectual properties costituito da 9 domande di brevetto internazionali (4 relative a Sagitta, 4 relative a NanoHybrid e 1 relativa a Aptavir), 4 dei quali concessi in Italia ed in Europa, che coprono le tre piattaforme tecnologiche.
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