SG Company - Il Ceo Verdesca: “Prepariamo M&A con size maggiori”

Internazionalizzazione: il gruppo guarda a "territori relativamente sicuri e con prospettive di crescita, come la Spagna, che può essere una testa di ponte verso il Sud America"

Autore: Gianluca Brigatti
Ritratto di Davide Verdesca, CEO di SG Company, in ambiente professionale

Davide Verdesca ricorda più volte che è un appassionato di barca a vela nella sua intervista a Websim. E con la stessa passione, nella veste di Ceo di SG Company, vuole capitanare la società lungo una rotta che porta a ricavi per 150 milioni nel giro di cinque anni, triplicando il risultato del 2025 grazie a crescita organica e acquisizioni. Sono i pilastri del piano industriale 2026-2030 del gruppo - specializzato nell'Entertainment&Communication - presentato settimana scorsa. Il tutto senza rinunciare alla sostenibilità finanziaria, indicando un rapporto PFN/Ebitda pari a 1x.

 

Oggi SG ha 13 società. Al 2030 c'è una stima di quante saranno?

Dipenderà dalle opportunità. Abbiamo diversi dossier di potenziali target, molto variegati per dimensioni e comparti. Abbiamo imparato che è più utile studiare a fondo questi dossier fin da subito, piuttosto che rischiare di perdere tempo in acquisizioni che poi si rivelano false partenze. Se nel 2026 ci dovessero essere ulteriori acquisizioni, cosa che mi auguro, vorrebbe dire che staremmo di nuovo anticipando i tempi. Come abbiamo dichiarato, prima completiamo questi percorsi di acquisizione, più le aziende acquisite contribuiranno a generare valore, creando così un circolo virtuoso che alimenta la crescita di cassa e permette ulteriori step.

Nella presentazione del piano industriale, avete parlato di size mediamente più grandi delle prossime target, possiamo dare un ordine di grandezza del giro d'affari che avranno?

Fino alle ultime acquisizioni, le aziende che abbiamo preso avevano un fatturato massimo di 5-6 milioni. Quindi non sarebbe sorprendente se la prossima acquisizione fosse una società da 10 milioni di fatturato, che poi faremmo crescere come già accaduto con le precedenti M&A, magari portandola nel tempo a 15 o 20 e più milioni.

Guardando al presidio territoriale e all’estero, come vi muoverete?

Rafforzamento in Italia sul territorio: i clienti devono sapere dove trovarti e che sei vicino. Per l'estero, dobbiamo considerare la situazione geopolitica. Non sappiamo quanto dureranno i conflitti in Medio Oriente o in Ucraina. Perciò guardiamo a territori relativamente sicuri e con prospettive di crescita, come la Spagna, che può essere una testa di ponte verso il Sud America, e Bruxelles, per il mercato europeo. Probabilmente eviterei Cina per le barriere di ingresso e, in futuro, valuterei l’India. Abbiamo già clienti multinazionali operanti all’estero (es. Maserati, Stellantis e Iveco, ndr) con cui possiamo riflettere di potenziali attività fuori dall’Italia.

A livello di budget, avete un’idea di quanto spenderete per acquisizioni nei prossimi cinque anni?

Onestamente, tutto quello che sarà necessario per chiudere i deal, mantenendo però sempre sotto controllo la sicurezza dei numeri dell’azienda. Non c’è un limite rigido, ma ogni decisione deve rispettare i fondamentali e la sostenibilità finanziaria.

Come conciliate questa voglia di crescere tramite acquisizioni con l’obiettivo di mantenere il PFN/EBITDA sotto controllo?

Crescita sana, generazione di cassa e gestione oculata. Inoltre, a differenza dei fondi finanziari, noi non paghiamo moltiplicatori assurdi: la nostra è una logica di aggregazione industriale. Paghiamo al massimo 3 volte l’earn-out sugli anni a venire. Perché allora i soci vendono a SG? Spesso perché da soli si esauriscono le possibilità di crescita. Con noi, mantenendo una quota residua, generano un valore personale superiore a prima. Aggreghiamo aziende sane, valorizzando i soci già presenti. In sostanza, tutti ci dicono: "Lo rifarei mille volte: ho una fetta più piccola, ma di una torta più grande e più buona".

Userete un mix di cassa e un po’ di debito, da tenere sempre sotto controllo?

Assolutamente sì.

Le società che acquisirete hanno un identikit particolare?

Devono rispettare i nostri KPI, avere heritage, ossia storia e reputazione nel territorio e nel mondo del business, con clienti e soci affidabili. Ci concentriamo sulle aziende a maggior valore aggiunto, che possano rappresentare un vero affare. Poi possiamo metterle a sistema e renderle più efficienti, senza però stravolgerle o far perdere loro identità e brand.

Passando alla crescita organica, quali saranno i driver principali?

È un mercato di selezione naturale. Cresceremo se saremo bravi, rubando fette di mercato a chi sparirà. Cinico, ma realistico.

Tra i progetti più recenti, uno particolarmente "bello"?

La torcia olimpica di Coca-Cola è stato un progetto fighissimo. La controllata Louder ha supportato Coca-Cola Company nelle attività legate alla presenza del brand nel Villaggio della Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, contribuendo alla progettazione e gestione di uno dei roadshow più ambiziosi e complessi al mondo (12.000 km, 63 giorni, 300 città, ndr). Sono orgoglioso della fiducia che riceviamo dal mercato.

Avete iniziato a parlare di dividendi, tema non scontato per una società EGM. Come vi muoverete?

Un’azienda sana deve distribuire dividendi, perché rappresentano la distribuzione di valore creato. La percentuale va valutata caso per caso. Noi di sicuro non utilizziamo debito per distribuire dividendi. In base alla disponibilità e alla sostenibilità, faremo il massimo possibile, senza compromettere ciò che è già stato costruito. Se produrremo di più di quanto previsto, potremo anticipare acquisizioni e costruire un nuovo piano industriale. L’obiettivo guida le nostre decisioni.

 

Websim Corporate ha una visione positiva sul titolo SG Company: giudizio Buy e prezzo obiettivo pari a 0,45 euro.



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