Rai Way - Scade il termine della fusione con EIT: trattativa in stallo

E' stallo tra Rai Way ed EI Towers, in prossimità della scadenza del pre accordo sulla fusione. Impatto potenziale limitato grazie a sinergie stimate contenute e maggiore diversificazione ricavi

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo il Sole24Ore, sono in stallo nelle trattative tra i soci di Rai Way ed EI Towers sulla fusione: le posizioni sono ancora molto distanti.
I nodi negoziali principali riguarderebbero i concambi e l’allineamento dei contratti di servizio: Rai orientata a richiedere un orizzonte minimo al 2047, a fronte del 2037 attualmente prospettato. Dal canto suo, MFE (40% di EI Towers) avrebbe chiesto una revisione dei criteri utilizzati per la definizione dei concambi, ritenendo che l’attuale impostazione possa penalizzare la controllata , e di prolungare al 2037 la durata degli accordi contrattuali in essere tra Rai e Rai Way, che risulterebbero così pienamente allineati a quelli tra EI Towers e MFE.
Tra le questioni aperte ci sono quelle riguardanti i meccanismi di lock-up e la struttura delle classi di azioni. Alla luce delle proroghe già concesse al memorandum del 19 dicembre 2024, un ulteriore rinvio appare poco probabile.

Effetto

Le indicazioni di stampa confermano le distanze nei negoziati già emerse nei giorni scorsi. Nel nostro TP di 7,7 euro/azione stimiamo sinergie con EI Towers per circa 0,5 euro/azione: un upside ormai relativamente contenuto che, unitamente alla significativa diversificazione dei ricavi perseguita da Rai Way negli ultimi anni, limiterebbe l’impatto sul titolo in caso di mancata conclusione dell’operazione. Come già scritto nei giorni scorsi, dal nostro punto di vista, considerando le sinergie che si sono progressivamente ridotte negli anni a fronte degli elevati investimenti già sostenuti sui due rispettivi parchi torri, non escludiamo che RAI riconsideri per RWAY una strategia stand-alone, incentrata su investimenti in diversificazione e data center, piuttosto che raddoppiare l’esposizione a un business DTT soggetto a obsolescenza tecnologica pressoché certa nell’arco dei prossimi dieci anni. A ciò si aggiunge il significativo aumento della leva implicito nell’operazione (in area 3,5x a fronte di un maggior debito per oltre 1 miliardo di euro di cui 0,6 miliardi di euro debito netto EI Towers e 0,4 miliardi di euro dividendo straordinario), che rischierebbe di cappare il firepower per nuovi progetti di diversificazione negli anni futuri.



Azioni menzionate

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