Rai Way - Sul tavolo l'opzione di vendere il 10% di Rai Way

Sfumata la fusione con EI Towers, Rai valuta la cessione del 10% di Rai Way

Autore: Redazione
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Fatto

Il Sole24Ore di sabato riporta che, tramontato lo scenario di una fusione tra Rai Way ed EI Towers, la Rai mantiene sul tavolo l'opzione di cedere il 10% di Rai Way (controllata al 65%). Alla conferenza stampa sui palinsesti, l'ad Giampaolo Rossi ha confermato che l'operazione con EI Towers è «sfumata» per «dinamiche di negoziazione» e una «visione strategica diversa», in particolare con MFE (che controlla il 40% di EI Towers, mentre F2i detiene il restante 60%).

Rossi ha ricordato che la cessione di una quota era stata deliberata nel 2023 (allora si parlava di poco meno del 15%) e ha aggiunto che quella strada è «ancora in essere», pur definendo Rai Way «un asset fondamentale per la Rai e per il mercato», per cui dopo il tramonto dell'operazione con EI Towers l'obiettivo è «consolidare industrialmente» la società.

Effetto

L'ipotesi di collocamento della quota del 10% (~130 milioni di euro ai prezzi correnti, dopo il crollo del titolo del 23% negli ultimi due mesi) era legata al vecchio piano industriale RAI, che il Gruppo puntava a finanziare cedendo asset non core (real estate) e la quota eccedente la maggioranza in Rai Way; all'epoca però i fondi azionisti di Rai Way fecero pressing per non dar seguito all'operazione, a meno che non collegata a un consolidamento di settore.

Un collocamento, pur rappresentando un catalyst per la liquidità del titolo, resta un'opzione rischiosa: senza un consolidamento infrastrutturale — l'exit attesa dagli investitori — la domanda debole comporterebbe verosimilmente uno sconto elevato e una raccolta contenuta. In seconda battuta, la situazione debitoria di Rai non sembra destare preoccupazioni immediate né segnalare un affanno di liquidità: a fine 2025 il debito netto si è attestato a 585 milioni di euro su livelli gestibili, e l'esercizio ha chiuso con un utile consolidato di 9,3 milioni di euro, il primo dal 2017 dopo sette anni di pareggio.

A ciò si aggiunge che il canone — principale fonte di ricavo di Rai — non subirà tagli oltre il 2026: la riduzione delle risorse pubbliche è circoscritta al solo 2026 (10 milioni di euro), allentando la pressione sul funding negli anni successivi.



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