Rai Way/Ei Towers: salta la fusione

MOU Rai Way/Ei Towers scade senza accordo. Perse sinergie nel TP; possibile focus su scenario standalone, da monitorare eventuale ABB del 15%

Autore: Redazione
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Fatto

Il MOU tra i soci di Rai Way (RAI 65%) ed EI Towers (EIT, F2i 60%, MFE 40%) è scaduto ieri sera senza accordo, dopo tre proroghe dall'avvio delle trattative a fine
dicembre 2024.

I nodi principali rimasti irrisolti riguardano il meccanismo di concambio per l'aggregazione e l'allineamento dei contratti di servizio, con Rai che richiedeva un'estensione del MSA tra MFE ed EIT fino al 2047 rispetto alla scadenza attuale al 2032 (in una fase precedente le parti avevano già concordato un'estensione al 2037).

Secondo Radiocor, all'ultimo momento F2i e MFE  avrebbero presentato a RAI una nuova proposta: offrendo l'estensione del MSA di EIT al 2047 in cambio di una revisione dei termini di concambio, con RAI al 44% del capitale della combined entity e 50,1% dei diritti di voto, F2i al 20% e MFE al 14%, oltre a un dividendo straordinario da 300 milioni di euro per gli azionisti di EIT.

Anche questa proposta non sarebbe stata accettata da RAI.

RAI, nel confermare la scadenza del MOU e l’impossibilita di individuare una base negoziale condivisa per proseguire l'operazione, ha ribadito l'impegno a “perseguire opzioni industriali caratterizzate da solidità, sostenibilità nel lungo periodo e creazione di valore nel rispetto della missione di servizio pubblico e degli interessi di tutti gli azionisti.”

Il CdA di Rai si riunisce oggi; secondo Il Sole24Ore e La Stampa è improbabile una ripresa dei negoziati nel breve termine, sebbene una riapertura non sia esclusa del tutto. Il Sole24Ore riporta inoltre che RAI potrebbe rivalutare il vecchio piano di cessione del 15% di Rai Way (quota eccedente il 50%+1).

Effetto

La mancata intesa non è un esito positivo soprattutto per gli azionisti di Ei Towers, in particolare per F2i, che ha investito nell'asset dal 2018 e puntava da tempo a
massimizzare il ritorno sull'investimento e ad una exit; in seconda battuta per MFE, per la quale la quota del 40% non è più considerata strategica da anni.

Per gli azionisti di Rai Way riteniamo che la mancata intesa fosse già in buona parte scontata nell'andamento del titolo, e che vi sia spazio per rivalutare uno scenario standalone, con un'intensificazione degli investimenti in diversificazione a servizio sia di Rai che di altri potenziali clienti.

Rai, dal canto suo, rinuncia a un'operazione che i) le avrebbe portato maggior debito senza benefici finanziari tangibili: l'incasso del dividendo straordinario sarebbe stato infatti compensato dal consolidamento del debito (in aggiunta ai 600 milioni di euro di debito portati in dote da EI Towers) e ii) avrebbe raddoppiato la sua esposizione al DTT tecnologia soggetta a rapida obsolescenza nell'arco dei prossimi anni.

Nel nostro TP di 7,7 euro/azione includevamo sinergie con Ei Towers per circa 0,5 euro/azione: un upside che, alla luce del fallimento della trattativa, verrà a mancare.

Riteniamo tuttavia che l'impatto sul titolo possa risultare contenuto e più che compensato dalla significativa
diversificazione dei ricavi attesa nei prossimi anni (0,6 euro/azione).

Rivedremo il TP rimuovendo la di sinergie legata all'aggregazione con Ei Towers componente owers, salvo un'eventuale ripresa dei negoziati non esclusa del tutto dalle fonti di stampa. 

Resta da monitorare l'eventuale ABB sul 15% di Rai Way da parte di Rai.

Al momento Rai non ha dato segnali concreti di voler procedere con questa operazione: l'ipotesi era infatti
legata al vecchio piano industriale che l’azienda puntava a finanziare tramite cessione di asset non core (real estate) e della quota eccedente in Rai Way.

Questa operazione, se da un lato potrebbe rappresentare un catalyst per rilanciare la liquidità sul titolo, dall'altro
potrebbe rivelarsi un'opzione rischiosa, comportando verosimilmente uno sconto significativo a fronte di una domanda di mercato scarsa soprattutto in uno scenario senza consolidamento infrastrutturale, percepito dagli investitori come una exit futura interessante.



Azioni menzionate

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