RAI WAY - Ancora bloccata la nomina del Presidente RAI

In un CdA Rai di 7 membri, la carica di presidente è strategica per il governo

Autore: Team Websim Corporate
TV accesa al centro di un salotto moderno, con immagine chiara sullo schermo.

Fatto

La maggioranza ha disertato nuovamente la riunione della Commissione di Vigilanza RAI per la ratifica della presidenza RAI di Simona Agnes, esponente vicina a Forza Italia, causando la sospensione della seduta per mancanza del numero legale.

L'opposizione teme che il centrodestra stia temporeggiando per guadagni politici, mentre il centrodestra attende l’esito delle elezioni regionali in Liguria (27-28 ottobre) prima di procedere. L'eventuale rinuncia ad Agnes potrebbe portare alle sue dimissioni, scenario non auspicato dal centrodestra.

Effetto

In un CdA Rai di 7 membri, la carica di presidente è strategica per il governo, poiché il voto del presidente vale doppio in caso di stallo, permettendo di sbloccare situazioni di parità e di indirizzare le decisioni chiave dell'azienda.

Se Simona Agnes non ottenesse i voti necessari, l'alternativa sarebbe chiedere le dimissioni di uno dei consiglieri (forse Agnes stessa) per sostituirlo con una figura capace di ottenere il sostegno delle minoranze.

Formalmente, la governance non verrebbe compromessa, poiché il CdA può operare e deliberare, ma l'assenza di un presidente stabile renderebbe difficile affrontare dossier complessi, come le trattative tra Rai Way ed EIT, creando incertezza e rallentando decisioni strategiche. Sul dossier Rai Way e EIT, ricordiamo le recenti indiscrezioni di stampa (Il Foglio, 2 ottobre), secondo cui il governo italiano punta a concludere l’operazione entro fine anno, coinvolgendo CDP nell’operazione.

Per CDP non escludiamo la possibilità di rilevare da RAI parte delle quote detenute in RWAY (fino al 15%) oggetto del possibile placement annunciato a inizio anno per finanziare il nuovo piano industriale RAI, scongiurando così un ABB a sconto sul mercato e rimuovendo il rischio di overhang sul titolo RWAY. CDP potrebbe infine avere un ruolo nel garantire un maggior presidio dell’interesse nazionale in una infrastruttura strategica bilanciando la quota di RAI e consentire a F2i (fondo partecipato al 14% da CDP e azionista di controllo di EI Towers al 60%) di uscire dall’investimento, a 6 anni dalla loro entrata, o meno probabilmente per rilevare la quota di MFE.



Azioni menzionate

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