MONDADORI - Commento all’acquisizione di Bloomsbury
La notizia rappresenta un read-across positivo per Mondadori, in quanto evidenzia i multipli a cui avvengono operazioni di M&A nel settore.

Fatto
Ieri la casa editrice inglese Bloomsbury ha annunciato l’acquisizione del business delle pubblicazioni accademiche da The Rowman & Littlefield Publishing Group.
Rowman & Littlefield è un editore indipendente americano non quotato. Pubblica oltre 40,000 titoli accademici riguardanti arti, materie umanistiche e scienze.
Nel 2023 il ramo della pubblicazione accademica ha generato ricavi per $36mn (£28mn) e EBT di circa $6mn (£5mn).
Nel comunicato stampa, viene sottolineato come sia l’acquisizione più grande da parte di Bloomsbury ad oggi, che permetterà di accelerare e rafforzare il business editoriale accademico della casa editrice in
Nord America, con una pubblicazione totale di 97.000 titoli. Il deal permette di accelerare anche
il business delle risorse digitali (BDR).
Si prevede che l’acquisizione sia accrescitiva nell’anno in corso e “significativamente accrescitiva” nel successivo anno fiscale. Inoltre, sono previste
potenziali sinergie di costo.
Il deal prevede il pagamento di $83mn (£65mn) al completamento dell’operazione, implicando multipli di 2.3x EV/sales e 13.8x EV/EBT.
Nel 2023 Bloomsbury ha generato ricavi per £343mn. I business della pubblicazione accademica e BDR, prima del deal, rappresentavano rispettivamente il 21% e l’8% dei ricavi del Gruppo.
Effetto
La notizia rappresenta un read-across positivo per Mondadori, in quanto evidenzia i multipli a cui avvengono operazioni di M&A nel settore.
Rispetto al multiplo dell’operazione di 13.8x, Mondadori sull’EBT 2023 (€80.5mn) tratta a 7.4x, pur realizzando il 53% dell’EBIT dalla scolastica.
Riteniamo sia uno sconto eccessivo, pur considerando la differenza linguistica e dei due mercati di riferimento.
Azioni menzionate
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