MID/SMALL CAPS ITALIA - Manteniamo una visione costruttiva
In questo contesto, ci aspettiamo che le mid/small cap riacquistino slancio dopo la sottoperformance del 2023

Fatto
Nell’ultimo mese (rispetto ai prezzi di chiusura del 17 gennaio) il mercato italiano è calato dello 0.8%; gli indici FTSE Italy Mid Cap e FTSE Italy Small Cap hanno performato rispettivamente l’1.3% e l’1.6% meglio del mercato.
A livello delle nostre stime sull’EPS 2024, nell’ultimo mese non abbiamo fatto modifiche significative né per le large caps (-0.3%) né per le mid/small caps (-0.6%).
A livello valutativo, il nostro coverage mid small cap tratta a un premio del 32% sul P/E rispetto ai titoli del FTSEMIB, in leggero calo rispetto al valore di un mese fa (35%).
La liquidità degli scambi Ytd è in calo del 6.6% per le mid cap e del 6.3% per le small cap rispetto al corrispondente periodo del 2023, anche se è in miglioramento nell’ultimo mese grazie a un buon volume di scambi negli ultimi giorni del 2023.
Effetto
Nel nostro recente report sulla strategia 1H 24, abbiamo presentato le nostre aspettative per un graduale calo dei tassi di interesse, anche se le banche centrali potrebbero attuare riduzioni in un arco temporale meno aggressivo di quanto previsto dagli investitori.
Nonostante le tensioni geopolitiche e anche dopo la performance positiva del 2023, manteniamo una visione costruttiva sul mercato italiano.
In questo contesto, ci aspettiamo che le mid/small cap riacquistino slancio dopo la sottoperformance del 2023 generata dalle rotazioni di portafoglio (da titoli growth a value) e dai riscatti dai fondi PIR.
Riteniamo che nel segmento vi siano diversi titoli con eccellenti prospettive di crescita e valutazioni generalmente interessanti.
La nostra preferenza va in particolare a quei titoli con elevata visibilità sulle stime e modelli di business resilienti, come le società che innescano la trasformazione digitale, le utilities, alcuni industriali legati a piani di investimento a lungo termine e i consumers con un forte posizionamento e pricing power.
Le fusioni e acquisizioni potrebbero nuovamente diventare un fattore significativo per una serie di titoli che generano liquidità abbondante e sono alla ricerca di opportunità di crescita, oltre che per alcune società possibili target per un delisting.
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