Masi - Nel 2024 i ricavi si attestano a 66,8 milioni

A livello di redditività, impattano costi per servizi non ricorrenti, collegati al nuovo status di società benefit, unitamente agli oneri finanziari conseguenti agli importanti investimenti in corso

Autore: Gianluca Brigatti
Sfondo rosso drappeggiante, in primo piano i calici e i vini di Masi Agricola

"Le vendite sono cresciute progressivamente nel corso dell’esercizio, atterrando alla fine in leggero positivo sul 2023". Così Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, ha commentato il 2024 dell'azienda vinicola celebre per l'Amarone.

Guardando i dati pubblicati ieri, si notano ricavi netti consolidati per 66,8 milioni di euro, in rialzo dello 0,6% sull'anno precedente. L'EBITDA Adjusted si è invece attestato a 6,7 milioni contro i 7,2 milioni del 2023. Mentre il risultato del periodo è passato da 700 mila euro a -1,1 milioni.

Boscaini ha spiegato che, a livello di redditività, "rispetto al 2023 impattano costi per servizi non ricorrenti, collegati all’adozione dello status di società benefit e del paradigma ‘Masi Green Governance’, unitamente agli oneri finanziari conseguenti agli importanti investimenti in corso, primo tra tutti il nuovo visitor center Monteleone21 in Valpolicella, una vera e propria ‘brand house’ su cui puntiamo anche in chiave enoturistica, che dallo scorso Vinitaly è aperta per eventi collettivi e che a breve aprirà anche quotidianamente per clienti individuali".

Il presidente di Masi ha poi ricordato che nel 2024 "abbiamo visto attenuarsi l’effetto-destock che ha penalizzato i ricavi sia nostri che di tutto il settore vinicolo fin dall’anno precedente. Permane però un generalizzato rallentamento dei consumi un po’ in tutti i mercati, che adesso riguarda non solo il vino, ma moltissime altre merceologie: troppe incertezze, anche per le tante criticità geopolitiche internazionali". Tutti temi analizzati anche dall'ad, Federico Girotto, nella recente intervista a Websim.

Focalizzandosi sulla geografia del business, le Americhe (balzate da 20,2 a 22,5 milioni di euro di vendite) grazie al traino del Canada (storicamente il mercato export più importante per Masi). Una dinamica che deriva dall’apertura alla commercializzazione degli alcolici del canale private retail nella provincia dell’Ontario, prima ad esclusiva distribuzione monopolistica.

Guardando all'Indebitamento Finanziario Netto, questo nel 2024 si è attestato a 27 milioni dai 16 milioni del 31 dicembre 2023.

Il caso OCM

Masi non "è purtroppo risultata assegnataria della maggior parte dei contributi OCM per la promozione nei mercati extra-europei richiesti al Ministero dell’Agricoltura", si legge nella nota stampa. "A nostro giudizio la mancata assegnazione è fondata su elementi di valutazione del Ministero non condivisibili e in applicazione di parametri non condivisibili, né chiari, penalizzando non solo Masi, ma appunto molte aziende eccellenti del vino italiano".

Prospettive 2025

"Guardando all’apertura del 2025, i mercati rimangono molto cauti: molte incertezze, anche collegate a criticità geopolitiche internazionali", come la "guerra dei dazi tra USA e resto del Mondo e i conflitti bellici ancora pesantemente in corso in Ucraina e Palestina", stanno rendendo "molto prudenti sia i consumatori che la filiera distributiva".

Tuttavia, al recente Vinitaly, la società ha "registrato un approccio razionale da parte del settore, nella consapevolezza che al momento il tema sia gestibile, anche eventualmente con una suddivisione dei relativi oneri all’interno della filiera". Inoltre, uno studio delle Università di Bordeaux e Verona ha tracciato una visione "non pessimistica nel futuro di medio termine, anche mediante l’applicazione di modelli econometrici, sostenendo che aziende strutturate e innovative come Masi risultano particolarmente resilienti".

Boscaini ha infine sottolineato che l'azienda continuerà "a lavorare sul posizionamento di marca, l’omnicanalità distributiva, il direct-to-consumer, l’innovazione di prodotto e l’ampliamento di gamma". Ad oggi, sono positivi i risultati della controllata Canevel Spumanti e del progetto enoturistico Masi Wine Experience.



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