MASI - Enpaia compra 210.000 azioni e sale al 9,2% dei diritti di voto
Secondo una nota stampa diffusa oggi, durante il mese scorso l’Ente di previdenza dei lavoratori agricoli ha acquistato dai fratelli Boscaini (i principali azionisti) 210.000 titoli

La Fondazione Enpaia rafforza la sua presenza nel produttore di vini Masi Agricola. In particolare, secondo una nota stampa diffusa oggi, durante il mese scorso l’Ente di previdenza dei lavoratori agricoli ha acquistato dai fratelli Boscaini (i principali azionisti) 210.000 titoli, pari allo 0,7% circa del capitale sociale dell’azienda. [MASIA.MI]
Con questo investimento, Enpaia è arrivata a detenere 2.962.755 azioni in capo alla Gestione Principale e alle Gestioni Separate, ovvero una soglia del 9,2% degli asset che conferiscono diritto di voto.
“Ci fa piacere constatare che Enpaia, pur nell’attuale fase di flessione, crede nel settore del vino, in Masi e nella sua strategia evolutiva”, ha detto Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola. L’azienda, infatti, “continua a lavorare in particolare su due versanti: sia sull’integrazione e arricchimento dei valori di brand, con Masi Wine Experience e con l’imminente apertura della cantina aperta Monteleone21, sia sul rafforzamento degli aspetti sociali e di sostenibilità dell’impresa, con la recente adozione dello status di Società Benefit e del modello Masi Green Governance”.
Enpaia ha poi sottolineato che l’operazione “conferma la scelta della Fondazione di investire nell’economia reale per sostenere le aziende agricole che costituiscono l’ossatura della nostra Cassa di previdenza”.
Masi Agricola è un’azienda vitivinicola radicata in Valpolicella che produce e distribuisce vini di pregio ancorati ai valori del territorio delle Venezie. Grazie all’utilizzo di uve e metodi autoctoni, e a una continua attività di ricerca e sperimentazione, è oggi uno dei produttori italiani di vini pregiati più conosciuti al mondo. I suoi vini e in particolare i suoi Amaroni sono pluripremiati dalla critica internazionale. Il gruppo, impegnato anche nella valorizzazione e promozione del territorio e del suo patrimonio culturale, ha una vocazione internazionale: è presente in circa 140 Paesi, con una quota di esportazione di circa il 72% del fatturato complessivo.
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