Masi - Bombassei tra i vincitori del Premio Civiltà Veneta

I riconoscimenti del Premio Masi dal 1981 celebrano personalità nazionali e internazionali che si sono distinte per il loro impegno civico, culturale e imprenditoriale

Autore: Redazione
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La Fondazione Masi, legata al produttore di vini Masi Agricola, ha annunciato i vincitori della 44ª edizione del Premio Masi, che dal 1981 celebra personalità nazionali e internazionali che si sono distinte per il loro impegno civico, culturale e imprenditoriale.

In particolare, il Premio Civiltà Veneta 2025 è conferito a tre figure emblematiche: l'imprenditore Alberto Bombassei (fondatore di Brembo), per il "contributo all’eccellenza industriale e all’innovazione tecnica con enfasi alla ricerca e alla formazione", come si legge nel comunicato stampa. L'artista Fabrizio Plessi, "pioniere nel far convivere la tradizione dell’arte con il linguaggio tecnologico". E la scrittrice Federica Manzon, "che nelle sue opere esplora le complesse tensioni tra identità, appartenenza e memoria".

Il Premio Internazionale Civiltà del Vino viene assegnato al genetista svizzero José Vouillamoz, "per il suo fondamentale lavoro ampelografico sull’autoctonia e per la divulgazione scientifica".

Il Grosso D’Oro Veneziano è conferito al politologo francese Gilles Kepel, "per l’instancabile impegno a favore del dialogo interculturale e per l’analisi delle minacce alla coesione sociale, nonché per aver posto la conoscenza a servizio del dialogo e della solidarietà".

Le dichiarazioni del management

"Viviamo un’epoca di straordinario potenziale ma anche di grandi contraddizioni", afferma Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi. Da un lato un progresso continuo di innovazioni, dall'altro "assistiamo a un aumento dei conflitti, alla crisi dei valori, al ritorno di disuguaglianze che pensavamo superate". Con il Premio Masi "quest’anno vogliamo dare spazio a figure" che hanno trasformato la "conoscenza in strumento di dialogo, civiltà e coesione".

Mentre Sandro Boscaini, vicepresidente della Fondazione Masi e presidente di Masi Agricola, ha detto che "non possiamo considerare il progresso solo in termini di innovazione tecnica. Il vero progresso è quello che si mette al servizio dell’uomo e della sua dignità. Anche il vino, in questa visione, assume un valore simbolico: frutto di una cultura millenaria, del rispetto per la terra e dell’armonia con il paesaggio, ci parla di relazioni, di identità e di tempo. In questo senso, la vitivinicoltura continua a rappresentare in concreto, anche in questo momento di difficoltà e profonda incertezza, una civiltà che concilia sviluppo, rapporti umani e senso estetico".

La premiazione

Venerdì 24 ottobre, dopo la firma sulla Botte di Amarone, simbolo del premio, presso le cantine Masi, la cerimonia di premiazione continuerà nel nuovo complesso polifunzionale Monteleone21 a Gargagnago di Valpolicella.



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