MARE - Il gioiello dell'ingegneria che piace ai big dell'aerospazio
L'azienda specializzata nei progetti ingegneristici e nell’innovazione digitale, dopo aver debuttato in Borsa lo scorso maggio, ha accelerato la propria crescita in Italia e all'estero

Leonardo, Airbus, Iveco, Intel, Fastweb. Sono “solo” alcune delle società con cui lavora Mare Group, azienda specializzata nei progetti ingegneristici e nell’innovazione digitale, che ha debuttato in Borsa lo scorso maggio. [MARE.MI]
Facciamo alcuni esempi concreti: c’è bisogno di sviluppare macchine volanti di nuova generazione, dagli elicotteri ai velivoli a idrogeno? Mare è pronta a collaborare con i costruttori, fornendo consulenze e servizi di ingegneria applicata. Ci sono iniziative di monitoraggio infrastrutturale e ambientale? Mare ha le competenze per elaborare piani ad hoc con droni, sensori e piattaforme digitali per la gestione dei dati. Soggetti privati o istituzioni pubbliche devono potenziare le proprie performance operative? Mare dà la possibilità di abilitare nuove tecnologie di ingegneria digitale e formare il personale.
Il gruppo è nato nel 2001 in seno all’Università Federico II di Napoli, con un’impostazione fortemente pragmatica, quella di colmare il divario tra la ricerca accademica e l'applicazione industriale. Mare ha dunque un forte legame con la Campania, dalla città partenopea fino a Pomigliano d'Arco (dove ha il suo quartier generale), che rappresenta uno dei più importanti distretti industriali del Sud Italia. Una dinamica fondamentale che ha favorito lo sviluppo di progetti con grandi realtà, tra cui FIAT.
Ma nel corso degli anni, Mare è cresciuta in Italia e all’estero, aprendo i propri servizi anche alle PMI. Al di fuori dei confini nazionali, le prime opportunità di espansione sono state esplorate inizialmente attraverso le sue controllate Mare Group Brazil, nell’ex colonia portoghese, e Mare Group SK, nell’Europa centrale. E nell’anno in corso, la società è sbarcata anche in Spagna e Germania.
I numeri e la guidance
Veniamo ai numeri. Nei primi nove mesi 2024, il valore della produzione si è attestato a 29,8 milioni di euro, registrando, su base annua, una crescita del 14%. Mentre l’EBITDA è salito a 7,4 milioni, in rialzo del 23% rispetto al 30 settembre 2023.
Numeri che “ci rendono fiduciosi verso il futuro, ci avvicinano ai valori previsionali delineati nella guidance 2024 e ci consentono di accelerare il nostro percorso di crescita”, ha detto Antonio Maria Zinno, Ceo di Mare Group.
Nell’intero anno, in particolare, la società punta a raggiungere un valore della produzione tra 42-45 milioni. Circa la metà di questo, dovrebbe essere generato dall’area ‘servizi digitali’, che comprende lo sviluppo di tecnologie, servizi cloud, di sicurezza informatica e gestione dei Big Data. La restante fetta del valore dovrebbe invece essere spartita in quantità simili tra la linea di ‘ingegneria applicata’ (mechanical design, process engineering, test funzionali e simulazioni) e quella delle ‘piattaforme tech’.
Il fiore all’occhiello di quest’ultima area è Delfi.ai, una piattaforma di intelligenza artificiale che favorisce l’innovazione delle imprese attraverso soluzioni di assistenza remota, formazione virtuale, marketing e controllo qualità.
La spinta della quotazione
Nella fase di collocamento di maggio, Mare Group ha raccolto 7,2 milioni da investire soprattutto per sviluppare nuove tecnologie innovative, potenziare i propri servizi per la difesa, l’aerospazio e le ferrovie, nonché crescere per linee esterne e accelerare l’espansione all’estero.
Le oltre dieci acquisizioni realizzate dal 2019, e le successive fusioni, hanno dimostrato una capacità del gruppo di integrare tecnologie e servizi. E competenze umane, proponendo agli imprenditori un percorso manageriale all’interno della società. Dopo la quotazione, Mare ha poi tagliato un ulteriore traguardo: il 23 luglio ha annunciato un accordo vincolante per l'acquisizione del 100% di Powerflex, specializzata nell’aerospazio-difesa e nella produzione di sistemi meccatronici, per un controvalore di 1.150.000 euro. Parliamo di una realtà con numeri interessanti: 4 milioni di fatturato nel 2023 con un EBITDA di 400mila euro.
Il mercato e le sfide
Uno studio di Precedence Research indica che il mercato globale della trasformazione digitale, valutato a 752 miliardi di dollari nel 2022, è destinato a salire a 7.033 miliardi entro il 2032, con un tasso CAGR del 25,1% calcolato a partire dal 2023. Le potenzialità di espansione per una società come Mare sono quindi elevate.
Ma esistono anche dei rischi, come la sensibilità alle politiche pubbliche, che spesso influenzano le strategie di trasferimento tecnologico e di sviluppo delle grandi aziende, in base ai finanziamenti stanziati.
Un altro tema di attenzione è quello dell'indebitamento consolidato, con la strategia di fusioni e acquisizioni che presenterà sfide non solo finanziarie, ma anche organizzative e manageriali. Tuttavia, il modello di Mare Group si è già dimostrato efficace in tali ambiti, e i vertici dell’azienda restano confidenti. Al 30 settembre 2024, la Posizione Finanziaria Netta si è attestata a 17,9 milioni, in miglioramento sia rispetto allo scorso 30 giugno (19,1 milioni) che al 31 dicembre 2023 (25,6 milioni), “dimostrando la capacità del gruppo di generare cassa anche a fronte degli investimenti di natura straordinaria”.
Azioni menzionate
Advertisement

