Luve - Il board propone il voto maggiorato, EGM il 1 luglio 2025

Come molte altre società, Luve ha scelto di avvalersi di un’opzione introdotta dal regolatore per stabilizzare gli assetti proprietari

Autore: Redazione

Fatto

Ieri il board ha deliberato di sottoporre all’EGM convocata per il 1° luglio 2025 il potenziamento del sistema di voto maggiorato. In base alla legge, la maggiorazione del diritto di voto prevede, in aggiunta al beneficio del voto doppio ordinario, un voto ulteriore alla scadenza di ogni periodo di dodici mesi successivi alla maturazione del precedente periodo di ventiquattro mesi, fino a un massimo complessivo di 10 voti per ciascuna azione.

Il board spiega che questa decisione è stata presa al fine di adottare una struttura del capitale in grado di supportare il management nel proprio percorso di ulteriore crescita di lungo periodo a livello globale, dando la flessibilità necessaria a poter cogliere opportunità di crescita rilevanti anche per linee esterne.

Entro 15 giorni dalla Data di Iscrizione al Registro Imprese gli azionisti che non concorrano all’adozione della delibera sul potenziamento del voto maggiorato (cioè quelli assenti, astenuti e dissenzienti) potranno esercitare, in relazione a tutte o a parte delle azioni LU-VE detenute, il diritto di recesso al prezzo di liquidazione pari ad Eu28.82 per azione.

L’operazione è condizionata al fatto che l’ammontare del recesso – alla fine delle opzioni di riacquisto – non superi Eu25mn e che l’eventuale differenza positiva tra il prezzo di recesso (Eu28.82) e il prezzo di chiusura delle azioni l’ultimo giorno del periodo di offerta in opzione, moltiplicata per il numero delle azioni oggetto di recesso non ecceda Eu5mn.

Effetto

Come molte altre società, Luve ha scelto di avvalersi di un’opzione introdotta dal regolatore per stabilizzare gli assetti proprietari.

Il potenziamento dei diritti di voto è generalmente un evento non gradito dal mercato ma pensiamo che nel caso di Luve l’ottima reputazione dell’azionista di controllo allontani il rischio che si verifichino situazioni di conflitto con gli interessi degli azionisti di minoranza.

Ricordiamo che attualmente la famiglia Liberali controlla il gruppo con il 45.82% del capitale e il 56.0% dei diritti di voto, mentre la famiglia Faggioli, secondo azionista, possiede una quota del 16.0% e il 19.6% dei diritti di voto.



Azioni menzionate

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