Luve - Articolo di approfondimento de Il Sole 24 Ore
Le indicazioni riportante nell’articolo sono incoraggianti ed allineate alle nostre stime
Fatto
Il Sole24Ore ha dedicato la sua consueta rubrica domenicale, La lettera al risparmiatore, al titolo Luve. Gli spunti principali sono i seguenti: 1) il business di fornitura per i datacenter nel 2024 ha generato ricavi pari al 7% del totale, ma nel 2025 potrebbe rappresentare il 12-13% e ancora di più nel 2026, una volta completato l’ampiamento della fabbrica in Texas; 2) prosegue il percorso di efficientamento e standardizzazione delle filiere produttive, con l’obiettivo di portare le apparecchiature standardizzate, oggi al 70% ca. dei volumi, al 75%-80%; 3) una crescente attenzione è rivolta alla logistica che dovrebbe portare efficienza sui costi. Per quanto riguarda il rischio dazi, la società ricorda che il suo business è principalmente local-for-local. A livello macro, i dazi potrebbero portare un rallentamento ma è anche vero che i piani di investimento recentemente annunciati in Germania sono una notizia positiva. Nel 2025 Lu-Ve prevede il fatturato in leggera crescita e l'Ebitda in miglioramento sul 2024. Nonostante ricavi un po’ deboli nel 1Q25 (-5-5% YoY) il portafoglio ordini è molto confortante e dimostra che il business è solido e va bene. I Capex nel 2025 sono attesi a Eu38mn, con un Net debt to EBITDA in calo da 1.18 a YE24 a 0.8x-0.9x a YE25. In quanto a possibili M&A, non c’è nessuna ipotesi sul tavolo ma iI target ideale sarebbe una realtà negli Stati Uniti che consentisse un migliore accesso al mercato dei data center e dell'immersion cooling.
Effetto
Le indicazioni riportante nell’articolo sono incoraggianti ed allineate alle nostre stime che, ricordiamo, assumono per il 2025 ricavi in crescita del 4.3% YoY, un EBITDA margin in miglioramento di 30bp, CAPEX per Eu38mn e un rapporto Debito/EBITDA pari a 0.9x a fine 2025.
Azioni menzionate
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