MID/SMALL CAP PIAZZA AFFARI - Timida sovraperformance nell'ultimo mese
In termini di flussi PIR, i riscatti nei primi 9 mesi hanno superato 1,8 miliardi di euro e la visibilità di un'inversione di tendenza resta bassa

Fatto
Nell’ultimo mese (rispetto ai prezzi di chiusura del 16 novembre) il mercato italiano è salito del +3.3%; l’indice FTSE Italy Mid Cap ha performato il 3.2% meglio del mercato, mentre il FTSE Italy Small Cap ha performato l’1.0% peggio.
A livello delle nostre stime sull’EPS 2023, nell’ultimo mese non abbiamo fatto modifiche significative né per le large caps (+1.2%) né per le mid/small caps (-0.6%).
A livello valutativo, il nostro coverage sulle mid small cap tratta a un premio del 31% sul P/E rispetto ai titoli del FTSEMIB, in aumento rispetto al valore di un mese fa (25%).
La liquidità degli scambi Ytd è in calo del 12.1% per le mid cap e del 16.9% per le small cap rispetto al corrispondente periodo del 2022, anche se è in miglioramento nell’ultimo mese.
Effetto
Nell’ultimo mese, le mid cap italiane hanno segnato un importante rimbalzo, guidato, ancora una volta, dalle speculazioni sul fatto che non dovrebbero esserci più rialzi dei tassi.
La complessità del quadro politico è talmente elevata da poter immaginare che sia un deterrente a una politica monetaria troppo restrittiva.
In Italia, la legge di Bilancio sembra avere spazi di manovra limitati e questo rende le relative discussioni poco rilevanti borsisticamente.
Intanto i risultati del 3Q23 hanno offerto complessivamente spunti abbastanza confortanti, sottolineando in diversi casi l’attrattività sui fondamentali di diverse società, anche in presenza di qualche delusione tra le aziende industriali e consumer, che soffrono del rallentamento economico in corso.
In questo scenario consigliamo di aumentare il peso sui titoli mid cap, puntando su quelli che offrono una buona generazione di cassa (coerentemente allo scenario “higher for longer” dei tassi).
Nonostante il rimbalzo, i titoli tecnologici continuano a essere interessanti, oltre a qualche utility e qualche azienda che può contare su un order backlog significativo.
In termini di flussi PIR, i riscatti nei primi 9 mesi hanno superato 1,8 miliardi di euro e la visibilità di un'inversione di tendenza resta bassa. Questa situazione dovrebbe spingere il governo a consentire agli investitori di detenere più di un piano di risparmio personale (PIR).
In questo articolo
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