MID/SMALL CAPS PIAZZA AFFARI - Aggiornamento della view sul segmento delle società minori
Il mercato italiano è calato del 3,7% nell'ultimo mese, con gli indici FTSE Italy Mid Cap e FTSE Italy Small Cap che hanno performato peggio del mercato

Fatto
Nell'ultimo mese (rispetto ai prezzi di chiusura del 19 ottobre) il mercato italiano è calato del -3,7%; gli indici FTSE Italy Mid Cap e FTSE Italy Small Cap hanno performato rispettivamente l'1,4% e l'1,6% peggio del mercato.
A livello delle nostre stime sull'EPS 2023, nell'ultimo mese non abbiamo fatto modifiche significative né per le large caps (+0,6%) né per le mid/small caps (+0,5%).
A livello valutativo, il nostro coverage sulle mid small cap tratta a un premio del 25% sul P/E rispetto ai titoli del FTSEMIB, in calo rispetto al valore di un mese fa (30%).
La liquidità degli scambi Ytd è in calo del 13,7% per le mid cap e del 19,4% per le small cap rispetto al corrispondente periodo del 2022, anche se è in miglioramento nell'ultimo mese.
Effetto
Il quadro macroeconomico, già debole, è stato recentemente scosso da nuovi timori di guerra innescati dalla tragica situazione in Israele.
Nel frattempo, i rendimenti dei bond governativi non si stanno normalizzando, poiché i deficit pubblici accumulati durante gli anni del Covid in tutte le principali economie stanno creando un eccesso di offerta.
Nello specifico, in Italia i tassi di interesse hanno superato il 5%, riproponendo antichi problemi quali lo sbilanciamento del rapporto debito/PIL, un andamento demografico preoccupante e una produttività inadeguata della forza lavoro.
Ciò rappresenta uno scenario avverso per le mid/small cap, una asset class relativamente più rischiosa soprattutto in termini di liquidità.
Da un punto di vista operativo, i risultati del 3Q 2023 dovrebbero fornire scarso supporto, con alcuni settori che iniziano a riflettere il deterioramento economico in corso.
Riteniamo tuttavia che il rischio di una vera e propria recessione sia piuttosto limitato.
Operatività.
In questo contesto, consigliamo agli investitori di concentrarsi su titoli in grado di godere di una visibilità aziendale superiore, almeno in termini relativi. Riteniamo che le valutazioni siano particolarmente interessanti in alcuni settori, come quello dei servizi tecnologici alle imprese. In termini di flussi PIR, i riscatti nei primi 8 mesi sono stati pari a quasi 1,7 miliardi di euro e la visibilità di un'inversione di tendenza resta bassa.
In questo contesto, ci auguriamo che il governo non dimentichi l’importanza di sostenere un mercato azionario in difficoltà rinnovando gli incentivi alle nuove quotazioni e consentendo agli investitori di detenere più di un piano di risparmio personale (PIR).
In questo articolo
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