Intred - Profittabilità oltre le attese, prospettive 2025 positive
Quest'anno gli investimenti si concentreranno sull’espansione della rete proprietaria, mentre si attendono i permessi per il progetto del data center di Brescia

Fatto
Pubblichiamo un commento sui risultati del 2024, resi noti ieri. I profitti hanno superato le nostre previsioni, raggiungendo il 43% contro il 42% atteso, nonostante un fatturato più basso del previsto, pari a 55,9 milioni di euro, in calo del 4%. Questo risultato è arrivato nonostante maggiori spese di marketing, pari a 4,2 milioni di euro (il 7% del fatturato, rispetto alla media storica del 3%), per promuovere il marchio e integrare Connecting Italia, che ha un margine di circa il 15%. Senza considerare questa integrazione, Intred ha registrato un margine del 44,5%.
Per il 2025, le prospettive sono positive: i primi mesi dell’anno mostrano segnali incoraggianti, grazie a volumi in aumento. Gli investimenti si concentreranno sull’espansione della rete proprietaria, mentre si attendono i permessi per il progetto del data center di Brescia, che richiede 13 milioni di euro. Di questi, 4-5 milioni saranno spesi quest’anno, il resto nel 2026.
Dal 2026 in poi, gli investimenti diminuiranno, favorendo la generazione di cassa. Gli obiettivi per il 2027, annunciati a settembre, sono confermati: ricavi tra 67 e 73 milioni di euro, utili lordi tra 34 e 36 milioni (circa il 50% di margine) e investimenti totali di 80 milioni tra il 2024 e il 2027.
Effetto
Abbiamo rivisto leggermente le stime per il 2025, riducendo ricavi e utili lordi dell’1-2%. Prevediamo un aumento del margine di 1,7 punti percentuali nel 2025 e di 2-3 punti tra il 2026 e il 2027, grazie ai benefici della campagna di marketing e al rafforzamento di Connecting Italia. Questo porta a una piccola riduzione del profitto per azione, del 3%, per il 2025-2026.
Inoltre, abbiamo spostato parte degli investimenti per il data center dal 2025 al 2026, ipotizzando un picco di debito a 35 milioni di euro a fine 2025, che poi scenderà a 30 milioni nel 2026 e a 13 milioni nel 2027.
Confermiamo il rating BUY e aggiorniamo il target price a 16,5 euro (da 17,2).
Le attese per il 2025 dipendono in larga parte dal processo di riposizionamento del brand avviato nel 2024, dalla progressiva uscita dei ricavi legati ai bandi scolastici e dalla capacità dell’azienda di attivare rapidamente sinergie di costo con Connecting Italia, allineandone la redditività a quella del gruppo.
Riteniamo inoltre che la società sia ben posizionata per cogliere opportunità di differenziazione in aree adiacenti, in particolare grazie al progetto del data center, che richiede investimenti contenuti. Tale progetto è altamente sinergico con il core business e dovrebbe offrire una buona visibilità sul fatturato di lungo periodo e un’interessante redditività una volta raggiunta la saturazione della capacità, in grado di garantire un IRR (ritorno dell'investimento) in area 20%.
Ulteriore upside potrebbe emergere da operazioni di M&A, considerata la disponibilità di asset strategici, come una rete proprietaria e una base clienti fidelizzata, che rendono l’azienda ben posizionata in un contesto di consolidamento del mercato. Attualmente, il titolo tratta a circa 7x EV/EBITDA 2025 (Unidata circa 4x, settore Telco europeo circa 6x).
Azioni menzionate
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