IKONISYS - Tutto pronto per un 2024 di crescita

Grazie all'accordo distributivo di recente stipulato, la società della diagnostica in ambito oncologico dovrebbe veder decollare i ricavi. Ne abbiamo parlato con il CFO Alessandro Mauri

Autore: Marino Masotti
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Ikonisys, [ALIKO.PA] attiva nella diagnostica automatizzata dei tumori, ha annunciato alla fine della scorsa settimana l’avvio di una partnership con l’Associazione Patologi Oltre Frontiera, l’iniziativa di questi giorni ha un valore soprattutto etico, nel domani invece, ci dovrebbero essere anche sviluppi di valore economico.

L’accordo distributivo con la californiana Biocare Medical annunciato a metà autunno entrerà a regime già nella prima parte dell’anno prossimo e la ricaduta sui ricavi, secondo gli analisti, dovrebbe vedersi velocemente. Il direttore finanziario di Ikonisys, Alessandro Mauri non si sbilancia sui numeri ma ci segnala che la società californiana con la quale è stata stipulata l’alleanza commerciale parte da una base di quattromila laboratori clienti, perlopiù nel Nord America. A questa platea di strutture di analisi, la rete vendita di Biocare andrà a proporre anche la strumentazione Ikonosys: i due prodotti di punta di quest’ultima sono le due macchine Ikoniscope20 e Ikonoscope20max in grado di automatizzare la digitalizzazione e l’analisi di campioni biologici per sei tipi di cancro, polmone, esofago, vescica, seno, cervice e prostata. Lo strumento messo a punto e poi commercializzato dai tre scienziati fondatori agli inizi del 2000 si basa sul riconoscimento attraverso la tecnica Fluorescence In Situ Hybrydization, più semplicemente FISH, sistema di indagine utilizzato anche fuori dall'ambito oncologico. 

Ikonisys, basandosi sulle stime di centri di ricerca indipendenti e di altri soggetti dell'industria, stima che il mercato FISH (macchine, software e consumabili) arriverà a 2,24 miliardi, da 1,4 miliardi del 2021.

I potenziali clienti (laboratori medi e grandi) sono in questo momento interessati, alla proposta di un sistema di automazione, perché la ricerca delle cellule tumorali nei tessuti e nei liquidi è per alcuni aspetti un lavoro da medicina delle origini. Quasi tutto il processo è ancora nelle mani di un singolo medico patologo, è lui infatti a mettersi al microscopio per valutare le immagini delle cellule nel vetrino. L’aumento delle analisi, associato ad una carenza sempre più grave dei patologi, fa sì che oggi i laboratori trovino sempre più conveniente la possibilità di automatizzare un processo di diagnosi a oggi in una dimensione pre industriale. “Il laboratorio risparmia sui tempi e sull’impiego delle risorse, perché il patologo può andare a occuparsi di problemi di analisi più complessi e delicati”, spiega Mauri. 

La forza d’urto di Biocare è tale da poter pensare che nel 2024 le piattaforme Ikonosys vendute possano essere un numero almeno a doppia cifra. Gli analisti di Goetzpartners stimano per l’anno prossimo quasi quattro milioni di euro di ricavi, derivanti non solo dalla vendita delle macchine ma anche dalle royalties sui reagenti impiegati nel test e da ricavi accesso. Nel 2025, con l’accordo distributivo a regime e l’arrivo dei primi effetti dell’acquisizione dell’italiana Hospitex, i ricavi dovrebbero arrivare a sfiorare i sette milioni, l’anno successivo a 13,6 milioni di euro. Il 2026 è anche l’anno del pareggio. 

All’Euronext Growth di Parigi, dove la società controllata al 78% dal fondo di Private Equity Cambria è quotata dal 2021, l’annuncio dell’accordo con Biocare ha contribuito a richiamare l’attenzione degli investitori, il titolo si muove intorno ai massimi da aprile a 1,72 euro, un prezzo che vale una capitalizzazione di 16,7 milioni di euro: dall’uscita della nota dell’accordo con il leader mondiale dei reagenti e della strumentazione in ambito istologico il rialzo è del 43%.

 



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