Green Oleo - Il DL Energia è un potenziale volano per i margini
Se il governo riuscisse nel suo obiettivo di ridurre sensibilmente il PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell'energia, questo sarebbe ovviamente un grande vantaggio per tutti i soggetti energivori

Il governo si appresta a varare un nuovo Decreto Energia per contenere le spese energetiche di famiglie e imprese. La direzione, contenuta nella bozza, è quella di incidere sul meccanismo di formazione del prezzo sul mercato elettrico all’ingrosso, ridurre il costo del gas utilizzato per la generazione termoelettrica e intervenire sulla componente Ets (che impone alle aziende l’acquisto di permessi per compensare le emissioni di CO2).
Sul tavolo c'è anche un fondo da 200 milioni di euro per Arera, l'agenzia pubblica per l'energia, per eliminare lo spread fra il costo del gas alla borsa europea Ttf di Amsterdam e quello alla borsa italiana Psv (circa 3 euro al megawattora).
Le misure potrebbero essere complesse da attuare, anche perché alcune modifiche andrebbero discusse a livello europeo. Fatta questa premessa, se il governo riuscisse nel suo obiettivo di ridurre sensibilmente il PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell'energia, questo sarebbe ovviamente un grande vantaggio per tutti i soggetti energivori come Green Oleo, produttore di oleochimica fine da fonti rinnovabili. La diminuzione dei costi potrebbe difatti sprigionare la crescita dei margini a parità di ricavi.
Le parole di Buzzella
La direzione del governo, tra l'altro, è tendenzialmente in linea con le richieste di Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, nonché socio e co-Ceo di Green Oleo. Questa settimana, il manager ha partecipato all’incontro degli imprenditori europei ad Anversa, auspicando che si possa accelerare il Piano Draghi per il rilancio dell'Ue: "Solo l’11% delle raccomandazioni è stato implementato ad oggi. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo".
Tra i temi fondamentali, come dichiarato al Corriere, ci sono appunto le "misure di emergenza per ridurre i costi dell’energia e della CO2 che in Europa sono ormai insostenibili". Apprezzato l'approccio della presidente dell'Unione, Ursula Von der Leyen, che ha promesso nuove regole per difendere il 'made in Europe' sia negli appalti che negli aiuti pubblici. "Riteniamo che la preferenza europea sia indispensabile, soprattutto per tutelare le produzioni circolari o a bassa emissione dalle importazioni che non rispettano gli stessi standard di sostenibilità - ha detto Buzzella - Abbiamo colto attenzione da parte delle istituzioni", ma ora bisogna tradurre tutto "in azione in tempi rapidi".
Il presidente di Federchimica ha infine sottolineato che per l'industria nazionale è di primaria importanza "sospendere il sistema Ets". Senza interventi, si rischia di "rendere insostenibili i costi di produzione soprattutto per le imprese italiane, già alle prese con costi dell’energia più alti di quelli dei competitor di altri Paesi europei".
Le prese di posizione di governo e Ue sono dunque positive per il settore, ma come ricordato da Buzzella bisogna agire tempestivamente.
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