Gpi - La migliore marginalità compensa la minore crescita
Ricavi del primo semestre sotto attese ma EBITDA in linea. Confermati gli obiettivi del Piano 2025-29

Fatto
Ieri pomeriggio GPI ha pubblicato i risultati del primo semestre 2026.
In dettaglio (milioni di euro).
• Ricavi a 256,4 (-1% su base annua, di cui organico -4%), vs attese Intermonte a 273,7;
- Software 162,7 (+3% su base annua), vs attese 170,9
- Care 70,3 (-12% su base annua), vs attese 79,4
- Altre divisioni 23,5 (+8% su base annua), vs attese 23,4
• EBITDA a 50,9 (+8% su base annua, 19,9% di margine), vs attese 51,5 (18,8% di margine);
- Software 45,9 (28,2% di margine), vs attese 46,9 (27,4% di margine)
- Care 0,6 (0,9% di margine), vs attese 1,2 (1,5% di margine)
- Altre divisioni 4,4 (18,7% di margine), vs attese 3,4 (14,6% di margine)
• EBIT a 17,3 (+2% su base annua, 6,7% di margine), vs attese 19,2
• Utile netto a 3,2, vs attese 4,5;
• Debito netto a 425,5, vs attese 382,3
- Capitale circolante -23,8 vs attese +7,3
- CapEx -23,0 vs attese -30,5
- Altro -14,7 vs attese 0.
Per approfondire
GPI - L'Ebitda supera 50 milioni nel semestre, +8,5% su base annua
Effetto
I ricavi sono risultati inferiori alle attese per una crescita organica più debole del previsto, mentre la maggiore marginalità ha consentito all’EBITDA di rimanere sostanzialmente in linea.
La posizione finanziaria netta è invece risultata peggiore delle attese.
La debolezza dei ricavi è stata determinata soprattutto dal Care (-12% organico vs -1% atteso), penalizzato da effetti di timing tra vecchi e nuovi contratti.
Anche il Software ha registrato una crescita inferiore alle attese (organico stimato a -1% vs +5% previsto, al netto dell’M&A), senza particolari spiegazioni da parte del management.
Continuiamo a ritenere che il progressivo esaurimento della spinta del PNRR sugli investimenti sanitari rappresenti un tema da monitorare.
L’EBITDA si è dimostrato resiliente grazie al miglioramento della marginalità in Software e Altri Settori, sostenuto dalle iniziative di efficientamento e dal limitato contributo del Care alla redditività di gruppo.
La PFN è peggiorata di 30 milioni di euro rispetto a fine 2025 per l’assorbimento di capitale circolante, solo in parte compensato da CapEx inferiori alle attese. Ci aspettavamo invece un miglioramento, considerando la minore crescita e la stagionalità del business.
Nessuna guidance, ma il management ha confermato l’allineamento agli obiettivi del Piano 2025-29 (CAGR 2025-2027: ricavi/EBITDA +5/+8%, nostra stima +4/6%).
Nessun aggiornamento inoltre da FM sul potenziale dossier strategico, che resta un elemento rilevante della nostra valutazione in quanto incorporiamo un premio del 30% o 3,8 euro per azione.
Azioni menzionate
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