GIGLIO GROUP - Il Cda approva i dati trimestrali e risponde alla società di revisione
Il cda esprime “la propria posizione contraria in merito alla relazione del revisore Bdo su bilancio al 31 dicembre 2022”.

Il Cda di Giglio Group [GG.MI] ha approvato i risultati al 31 marzo 2023.
Nel comunicato, ha inoltre espresso “la propria posizione contraria in merito alla relazione del revisore Bdo su bilancio al 31 dicembre 2022”.
La società ha avviato l’iter per il passaggio a Euronex Milan.
I risultati del primo marzo 2023
I ricavi e l’Ebitda sono allineati alle previsioni elaborate per il primo trimestre ed incluse nel Piano Industriale
I ricavi consolidati, pari a 7,8 milioni di Euro, registrano una riduzione di 3,8 milioni rispetto al 31 marzo 2022. Una parte di questa riduzione (pari ad 1,7 milioni) è imputabile al fatto che lo scorso esercizio erano inclusi proventi derivanti dalla cessione del ramo Loyalty ( 1,3 milioni), portata a termine il 6 marzo 22, oltre che al fatturato realizzato nei primi due mesi del 2022 (0,4 milioni). L’andamento dei ricavi è dovuto ad una focalizzazione del management su contratti di vendita a maggiore marginalità.
L’Ebitda si attesta -364 migliaia contro 1,2 milioni che al 31 marzo 2022, al netto della cessione del ramo Loyalty, sarebbe stato negativo per -0,1 milione.
Il Risultato netto è pari a - 974 migliaia di Euro, contro i 463 migliaia al 31 marzo 2022, differenza principalmente condizionata dalla vendita del ramo Loyalty (Euro 1,3 milioni) e dall’aumento dei tassi di interesse.
L’indebitamento finanziario netto del gruppo si attesta a -17,5 milioni, in linea con i dati al 31 dicembre 2022.
I costi corporate risultano diminuiti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per circa 0,2 milioni, generati dalle attività di saving strutturali dal 2023, poste in essere dal management.
La relazione della società di revisione
Riguardo la posizione del Cda di Giglio sulla relazione della società di revisione, di seguito si riportano alcuni punti del comunicato.
Il cda di Giglio conferma “la propria fiducia nel Piano Industriale elaborato ed approvato in data 30 marzo 2023, ed oggetto di analisi da parte di una primaria società di consulenza (“Advisor”) e ritiene che la decisione di BDO Italia S.p.A (la “Società di Revisione”) di non esprimere il proprio giudizio sul bilancio d’esercizio e consolidato di Giglio Group al 31 dicembre 2022 sia gravemente erronea.”
“Il Consiglio di Amministrazione ritiene erroneo il rilievo della Società di Revisione concernente la “ragionevolezza delle assunzioni poste alla base del nuovo Piano Industriale 2023-2027”, rispetto alle quali la Società di Revisione ha rappresentato di aver “rilevato plurime incertezze riguardanti”, anzitutto, “i tassi di crescita previsti per i ricavi, che sono superiori di circa un terzo rispetto a quelli previsti per il mercato di riferimento anche attraverso l’incremento e la rotazione del portafoglio brand, che si ipotizzano fortemente incrementati rispetto all’esperienza storica”. Al riguardo, la Società ha provveduto ad acquisire un’analisi indipendente da parte dell’Advisor, nella quale non sono state evidenziate criticità di livello alto (in una scala basso-medio-alto) in relazione alle assunzioni alla base del Business Plan, tali da compromettere l’attendibilità o implicare l’irragionevolezza delle suddette assunzioni”.
Il cda “ritiene, inoltre, erroneo il rilievo della Società di Revisione per cui l’analisi del Piano Industriale avrebbe evidenziato altresì una “incertezza” in merito alla “determinazione dei costi operativi, che è parametrata all’ipotesi di incremento dei ricavi e non alle variabili autonome che li determinano”. Sul punto si rammenta che la Società, fin dalla redazione del piano quinquennale del 2019, si è dotata di un modello di rilevazione dei costi variabili diretti calcolato come percentuale dei ricavi. Gli altri costi fissi quali costo del personale e ammortamenti, sono calcolati in modo puntuale”
Il Cda “osserva che Giglio Group ha effettivamente avviato il punto vendita c.d Caput Mundi (in data 16 marzo 2023) e sottoscritto due importanti nuovi accordi nel mese di maggio 2023 che costituiscono i principali elementi alla base delle suddette assunzioni, risultando pertanto ulteriormente dimostrata l’affidabilità e la piena ragionevolezza di queste ultime. Al riguardo, non si può fare a meno di rammentare che l’imminente sottoscrizione di tali contratti era circostanza rappresentata alla Società di Revisione e, dunque, alla stessa ben nota.”
“Il Consiglio di Amministrazione ritiene infine sintomatica del fatto che la Società di Revisione abbia condotto il proprio incarico in evidente violazione dei canoni di diligenza professionale su di essa gravanti, l’affermazione secondo cui l’importo dei debiti nei confronti dei fornitori scaduti da oltre 60 giorni è pari a, livello consolidato, a euro 4.898.000. Tale affermazione risulta, infatti, palesemente erronea in quanto non tiene conto che da tale importo lordo dei debiti scaduti verso fornitori devono essere detratti i pagamenti (non associati nello scadenziario) dei crediti verso gli stessi nominativi con posizioni aperte (c.d.netting), al netto dei quali l’ammontare dello scaduto oltre 60 giorni è pari, a livello consolidato, a euro 1.456.000.”
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