Execus - Il ceo Stecconi: "Cybersicurezza priorità anche del board"
Secondo il rapporto Clusit 2026, aggiornato a ottobre, nei primi sei mesi dell'anno gli incidenti di cybersicurezza sono stati 4911, +105% rispetto al semestre precedente

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Da anni a minuti: l'avvento dell'intelligenza artificiale ha cambiato il tempo in cui una vulnerabilità informatica rimane nascosta e "sicura".
Il tema è sollevato da Andrea Stecconi, ceo di Execus, società di marketing technology con focus su IA e cybersicurezza.
L'IA, arma e difesa per la cybersicurezza
I casi evidenziati da Stecconi riguardano Mythos Preview (in 12 minuti è passato da trovare una falla di sicurezza già nota a costruire un proof-of-concept funzionante) e Mozilla (nell'aprile 2026 ha annunciato di aver corretto 271 vulnerabilità in Firefox, di cui 180 erano classificate come high severity, mentre alcune erano rimaste nascoste per più di 10 anni).
"L’intelligenza artificiale", afferma il ceo, "non sta semplicemente aggiungendo strumenti più potenti all’arsenale di chi attacca e di chi difende: sta modificando il tempo che separa una vulnerabilità dalla possibilità di sfruttarla e, contemporaneamente, dalla possibilità di correggerla".
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Una priorità anche per il board
Un'accelerazione, sottolinea Stecconi, che si inserisce in uno scenario in cui la pressione cyber è già in forte crescita. A evidenziarlo è anche il rapporto Clusit 2026, aggiornato a ottobre: nei primi sei mesi dell'anno, gli incidenti sono stati 4911, oltre il doppio rispetto al semestre precedente.
"È ormai riduttivo trattare la cybersecurity prevalentemente come una responsabilità dell’IT o del CISO", continua il ceo di Execus. "Se un incidente può interrompere la produzione, compromettere dati, bloccare servizi, coinvolgere clienti e fornitori o propagarsi lungo una supply chain, siamo di fronte a un rischio che riguarda direttamente continuità operativa, reputazione e capacità dell’impresa di generare valore. Il compito del board non è naturalmente sostituirsi alle competenze tecniche, è fare in modo che la valutazione del rischio possa tradursi in decisioni su investimenti, priorità e responsabilità e, soprattutto, che alcune di queste decisioni siano state prese prima che si verifichi un incidente".
Gli interessi di Execus si estendono anche al settore della cybersicurezza, che vale l'8,2% dei ricavi semestrali. La società distribuisce Noma (Normative Operation Management Appliance), soluzione tecnologica che trasforma compliance, cybersecurity e gestione del rischio in un processo operativo continuo, misurabile e verificabile.
Noma, sviluppato in collaborazione con Neurafense, ha ricevuto un doppio riconoscimento ai Digital360 Awards 2026, conquistando il primo posto nella categoria Information & Cybersecurity e il Premio Assoluto Digital360 Awards 2026.
La panoramica
Recentemente la società ha comunicato i risultati del primo semestre dell'anno: registra ricavi per 4,7 milioni di euro (+18,3%), trainati in particolare da Differens. L'EBITDA adjusted si attesta a 0,6 milioni (margine del 13,1%), risentendo degli investimenti per il progetto GLOPS e l'integrazione di Vanilla, mentre la posizione finanziaria passa a un debito netto di 1,7 milioni per l'aumento dei crediti commerciali.
Tra le principali novità spiccano GLOPS (progetto finanziato con 3,1 milioni di euro dal Mimit per trasformare le stazioni di servizio in hub digitali), Retail Media (un nuovo canale per valorizzare gli spazi pubblicitari) e l'acquisizione del 51% di Alea Digital e Life Celebrating (che nel 2025 hanno generato 1,9 milioni di ricavi e 0,8 milioni di EBITDA).
Secondo gli analisti di Websim Corporate, per il 2026 si prevedono ricavi a 9,5 milioni e un EBITDA di 1,7 milioni.
Ricordiamo che Websim Corporate rimarca la propria visione positiva sul titolo con rating Buy e target price a 2,35 euro per azione.
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