Cube Labs - Scienze della Vita, rinnovato l'accordo con l'INBB

Si tratta del principale consorzio interuniversitario di ricerca italiano del settore, a cui aderiscono 23 atenei pubblici e oltre 700 ricercatori

Autore: Redazione
Reti di luce chiara su fondo nero, rappresentano flussi digitali.

Attività congiunte di trasferimento tecnologico nel settore delle Scienze della Vita, la possibile creazione di nuovi spin-off e il potenziamento di quelli già costituiti, nonché la partecipazione a bandi e programmi di finanziamento regionali, nazionali, europei e internazionali. Sono i temi al centro del rinnovo della partnership tra Cube Labs, venture builder italiano nel settore delle tecnologie sanitarie, e l'Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi (INBB), il principale consorzio interuniversitario di ricerca italiano in ambito Life Sciences, a cui aderiscono 23 atenei pubblici e oltre 700 ricercatori.

In particolare, l'accordo quadro quadriennale, comunicato ieri nel solco di una collaborazione strategica avviata nel 2017, garantisce a Cube Labs un diritto di prelazione sui progetti di ricerca generati all’interno dell’ecosistema INBB, con un approccio che unisce risultati scientifici ed elevato potenziale applicativo, avviando infine startup innovative. 

L'alleanza tra le due realtà "nel corso degli anni ha dimostrato di generare valore concreto nel trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca al mercato", ha detto Filippo Surace, fondatore e Ceo del venture builder.

Mentre il direttore di INBB, Pietro Ragni, ha sottolineato che la collaborazione e "il grande entusiasmo di molti dei nostri aderenti ci ha portato a costituire ben 16 spin-off nel settore delle Scienze della Vita e più della metà di loro sono già stati finanziati dal mercato della ricerca. Il nuovo accordo si prefigge ulteriori successi per i prossimi anni".

Nell'ultima nota di ottobre, gli analisti di Websim Corporate Research hanno ricordato che Cube Labs continua ad aumentare "la probabilità di valorizzare gli asset" grazie al flusso di notizie positive sugli avanzamenti dei prodotti e delle startup. Giusto per fare due esempi di realtà innovative nate dalla collaborazione tra i due partner: Bio Aurum, specializzata nei trattamenti neurodegenerativi, che quest'anno ha depositato un brevetto e sottoscritto gli accordi per il trial clinico. Oppure Orpha Biotech, impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per le malattie rare, che ha avviato la sintesi di nuove molecole brevettabili.

Gli esperti hanno una visione positiva sul titolo: Raccomandazione BUY e target price a 3,25 euro.



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