Banca Sistema - Balzo dell'utile trimestrale a 11,6 milioni
Un risultato dovuto anche all'effetto CEDU, ossia relativo alla competenza maturata sugli interessi di mora relativi a posizioni oggetto di sentenze emanate dalla Corte

Banca Sistema ha approvato i risultati al 31 marzo 2025, confermando un utile netto in forte crescita, pari a 11,6 milioni euro, rispetto ai 4,1 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Un balzo dovuto anche all'effetto CEDU, ossia relativo alla competenza maturata sugli interessi di mora relativi a posizioni oggetto di sentenze emanate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Il margine di intermediazione ha segnato un’accelerazione del 60% rispetto al primo trimestre 2024, +21% al netto della CEDU. Tale performance è stata guidata dall’incremento del margine da interessi rettificato, salito a 33,3 milioni (+106% anno su anno, +42%o al netto della CEDU), risultato che ha più che compensato il calo delle commissioni nette, diminuite del 34% a 5,7 milioni, a causa del loro livello particolarmente elevato nel primo semestre 2024.
Costi operativi e del rischio
I costi operativi hanno evidenziato un aumento del 9% su base annua, principalmente per effetto dell’incremento del personale per il consolidamento delle attività in Portogallo, nonché per i maggiori oneri amministrativi derivanti dalle iniziative intraprese a valle del rapporto ispettivo della Banca d’Italia, quali la redazione del piano patrimoniale e l’acquisizione di pareri legali.
Il costo del rischio si è attestato a 57 punti base, in salita rispetto ai 17 del 2024, soprattutto per effetto di maggiori rettifiche di valore su posizioni di factoring. In quest'ultimo settore, il fatturato complessivo ha raggiunto un 1,89 milioni di euro, sostanzialmente stabile verso la pubblica amministrazione, in calo del 21% verso i clienti privati e con un drastico -87% per i crediti legati all’Ecobonus, ormai archiviato.
Cessione del quinto e sofferenze
Le nuove erogazioni nella cessione del quinto dello stipendio hanno raggiunto i 29 milioni di euro, in flessione del 48%, mentre il comparto del credito su pegno ha registrato un’impennata degli impieghi, saliti a 153 milioni di euro ( +25% complessivo, +10 per cento al netto dell’acquisizione in Portogallo).
Alla fine del trimestre, le sofferenze lorde erano 188 milioni di euro (150 milioni nette), le inadempienze probabili lorde 60 milioni (39 milioni nette) e i crediti scaduti lordi 333 milioni (331 milioni netti). Le sofferenze nette, escluse quelle collegate a dissesti, rappresentano lo 0,2 % del totale dei crediti netti, mentre tutti i deteriorati netti al netto dei dissesti pesano per il 15,0 %.
Indicatori di solidità e liquidità
A fine marzo il Common Equity Tier 1 ratio – calcolato secondo le regole transitorie – era pari al 12,4 % (13,3 % a fine 2024), mentre il Total Capital Ratio si attestava al 14,9 % (16,1 % a fine 2024). Dal 1° gennaio 2025 l’oro non da investimento non è più considerato collaterale ammissibile e i crediti hanno quindi ricevuto una ponderazione maggiore, dal 0 % al 75 %, in base al nuovo regolamento CRR 3.
Infine, la banca ha mantenuto un’ottima liquidità, con gli indicatori LCR e NSFR ben al di sopra dei livelli minimi richiesti, e il 75 % della raccolta proveniente dalla clientela retail (era il 76 % al 31 marzo 2024 e il 70 % al 31 dicembre 2024).
Azioni menzionate
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