Banca Ifis - "2026, un anno di transizione
Perdita netta nel secondo trimestre del 2026 per rettifiche; guidance sull'anno in corsa confermata (con DTA). Focus su deconsolidamento NPL e ispezione Banca d’Italia; rating NEUTRAL, TP 15,9 euro.

Photo by Jaromir/Getty Images
Fatto
Banca Ifis ha pubblicato i risultati del 2Q26, chiusi con una perdita netta di 23 milioni di euro a causa di elevate rettifiche legate all'ispezione della Banca d'Italia, a una prima tranche di aggiustamenti sugli attivi non core di illimity e a una componente residua riconducibile a posizioni specifiche.
La nuova guidance è stata confermata, ma beneficia di circa 70 milioni di euro di rivalutazione di DTA e non incorpora i potenziali impatti derivanti dal rapporto finale della Banca d'Italia né dalla deconsolidazione del business NPL.
Confermiamo le nostre stime, che continuano a includere il contributo dell'attività NPL, seppur assumendo un ritmo di generazione più contenuto, in attesa di maggiore chiarezza sui termini dell'operazione di deconsolidamento.
Confermiamo inoltre la raccomandazione NEUTRAL e il nostro target price di 15,90 euro.
Risultati 2Q26. Banca Ifis ha riportato una perdita netta di 23 milioni di euro, migliore rispetto alla nostra stima di 47 milioni di euro, grazie a rettifiche su crediti inferiori alle attese e a una buona tenuta dei ricavi core.
I ricavi totali si sono attestati a 193 milioni di euro, sostenuti da un margine di interesse pari a 134 milioni di euro, favorito dal minor costo della raccolta e dalla disciplina di pricing nel credito commerciale, da commissioni nette per 38 milioni di euro e da un contributo del trading pari a 18 milioni di euro, in calo rispetto al forte 1Q26.
I costi operativi si sono attestati a 162 milioni di euro, confermando una buona disciplina sui costi, con un risultato operativo di 31 milioni di euro e un cost/income ratio dell'84%.
Le rettifiche su crediti, pari a 73 milioni di euro, includono circa 30 milioni di euro legati all'ispezione della Banca d'Italia e una prima tranche di aggiustamenti sulle esposizioni non core e su illimity, con 4 milioni di euro contabilizzati nel trimestre rispetto ai 40 milioni di euro complessivamente comunicati.
Il CET1 ratio è rimasto solido al 13,4%, ben al di sopra dei requisiti SREP, riflettendo maggiori RWA e deduzioni DTA, parzialmente compensati da minori accantonamenti calendar provision e dalla deduzione degli intangibili.
Guidance. Il management ha confermato la guidance sull'utile netto 2026 a 100-110 milioni di euro, rivista al ribasso da 170-190 milioni di euro il 25 giugno.
Tale guidance esclude gli effetti della prevista deconsolidazione dell'attività NPL e qualsiasi ulteriore impatto derivante dall'ispezione della Banca d'Italia.
Circa 36 milioni di euro residui dei 70 milioni di euro di rettifiche incrementali annunciate a giugno dovranno ancora essere contabilizzati nella seconda metà dell'anno.
Restano inoltre confermate sinergie annuali su costi e ricavi per 75 milioni di euro a partire dal 2027.
Commenti emersi dalla conference call. La call ha rafforzato il messaggio di un esercizio di transizione, con l'attenzione focalizzata sulla cessione dell'attività NPL, sull'ispezione della Banca d'Italia e sulla posizione patrimoniale.
Il management si è mostrato fiducioso sull'interesse manifestato per la deconsolidazione degli NPL, citando investitori domestici e internazionali, operatori specializzati, istituzioni finanziarie e grandi fondi di private equity globali.
Le offerte non vincolanti sono attese entro fine settembre, quelle vincolanti entro fine anno, con l'auspicio di arrivare a firma e closing nel primo semestre 2027.
Il beneficio patrimoniale derivante dall'operazione non è ancora incluso nella guidance.
Sul fronte delle rettifiche, dei 70 milioni di euro annunciati a giugno, 34 milioni di euro sono stati contabilizzati nel 2Q26, mentre circa 36 milioni di euro saranno rilevati nella seconda metà dell'anno.
L'ispezione riguarda esclusivamente Banca Ifis e non illimity, con la bozza delle conclusioni attesa entro fine settembre.
In termini di capitale e remunerazione degli azionisti, il management punta a chiudere il 2026 con un CET1 ratio intorno al 13,5%, pur indicando un obiettivo ambizioso più vicino al 14%.
La decisione sul dividendo 2026 è stata rinviata a fine anno, in attesa dell'esito dell'ispezione e di maggiore visibilità sull'operazione NPL, mentre la distribuzione agli azionisti resta un elemento centrale dell'equity story.
Effetto
Confermiamo le nostre stime, che continuano a includere il contributo dell'attività NPL in attesa di conoscere i termini del cambio di perimetro e il relativo impatto su capitale e redditività futura.
Confermiamo pertanto la raccomandazione NEUTRAL e il target price di 15,9 euro.
Il titolo tratta attualmente a 0,46x/0,45x/0,44x il Tangible Equity stimato, rispetto a 0,49x/0,47x/0,46x ai livelli impliciti nel nostro target price.
Azioni menzionate
Advertisement

