AQUAFIL -6% Terzo trimestre ampiamente inferiore alle attese, target e raccomandazione sotto revisione

Il titolo ha perso il -63% nel 2023

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

Aquafil [ECNL.MI] cade in ribasso del -6%, ampliando la perdita del 2023 a -63%.

La società ha pubblicato un set di risultati ampiamente inferiori alle nostre stime già conservative, penalizzata da una domanda ed un price/mix negativi e dall’impatto temporaneo sui margini derivante dall’alto valore unitario delle materie prime in magazzino. Nello specifico:

Vendite nette di Eu131.1mn (12.7% sotto le nostre stime), in calo del 26.7% YoY come effetto di un calo dei volumi del 4.6% YoY e di un marcato calo dei prezzi di vendita dovuto all’indicizzazione degli stessi a costi produttivi in calo (principalmente materie prime, energia e trasporti). A livello geografico si segnala una inversione di tendenza in EMEA, dove le quantità vendute sono state sostanzialmente invariate YoY grazie soprattutto ad una crescita nel business dei polimeri.  Al contrario in Nord America i volumi sono risultati in contrazione del 14% nel 3Q a causa di una comparison particolarmente sfidante e all’effetto degli scioperi che hanno colpito i carmaker. Asia sostanzialmente stabile.

Econyl: grazie alla sua maggior resilienza, l’incidenza sul totale del fatturato è ulteriormente aumentata nel corso del 3Q, raggiungendo il 54.2% dei ricavi da fibre vs 45.8% lo scorso anno. Il calo in termini di fatturato è interamente da imputare al calo dei prezzi, mentre in termini di quantità i risultati sono rimasti soddisfacenti.

EBITDA Adj. di Eu5.7mn (vs stima di Eu13.3mn), con un margine del 4.2%, in netto calo rispetto ai Eu21.7mn dello scorso anno (11.7% di margine). Oltre alla minor leva operativa dovuta al calo dei volumi, la profittabilità è stata fortemente penalizzata dall’alto valore unitario delle materie prime in magazzino, il cui impatto è stato quantificato in 20mn nei 9 mesi, implicando circa Eu7mn di impatto negativo nel solo 3Q.

Bottom line: risultati minori alle attese a livello operativo si sono riflessi a cascata sull’ultima linea, che ha evidenziato una perdita di Eu13mn, superiore alla nostra perdita stimata di Eu4mn.

Debito netto di Eu263mn, in aumento rispetto ai Eu251mn di fine giugno per la stagionalità del business e leggermente superiore alla nostra stima di Eu255mn a causa del minor risultato operativo. Il rapporto Debito Netto/EBITDA LTM risulta pertanto pari a 4.7x, nettamente superiore ai covenant che saranno rilevati a fine dicembre (3.75x).

Outlook 4Q: Il 4Q ad oggi mostra per l’EMEA un andamento dei volumi in crescita YoY per BCF e polimeri, mentre permane invece la debolezza dell’NTF. Resta confermata la tendenza vista negli ultimi mesi per APAC e USA. 

Effetto

Alla luce dei risultati dei 9 mesi appare evidente come le nostre stime per il 2023 non siano più attuali e che la società a fine anno sforerà inevitabilmente i covenant sul debito (fissati a 3.75x Net Debt/EBITDA), motivo per cui il management ha già avviato le negoziazioni con i principali finanziatori per ottenere un covenant holiday per le rilevazioni di fine anno e 1H24.

Il management si dice fiducioso che l’impatto sui margini visto quest’anno a causa dell’alto valore unitario delle materie prime in magazzino si esaurirà entro la fine del 2023 e che quindi possa considerarsi solamente temporaneo e rendere possibile rientrare nei parametri dei covenant in tempi ragionevolmente brevi (entro la fine del prossimo anno).

Attendiamo la presentazione del business plan triennale prevista per il prossimo 21 novembre per meglio comprendere i driver che dovrebbero guidare i risultati dei prossimi 3 anni e per conseguentemente aggiornare le nostre stime.

Mettiamo dunque momentaneamente target price e raccomandazione sotto revisione.



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