Almawave - Presenta Velvet, l'AI "leggera" Made in Italy

I modelli  possono essere usati anche su piccole infrastrutture, contenendo i consumi di risorse energetiche e riducendo i costi di addestramento e di esercizio

Autore: Gianluca Brigatti
Intelligenza artificiale_websim18

Una famiglia di modelli di Intelligenza Artificiale generativa multilingua e open source, che massimizzano la performance con un uso infrastrutturale leggero. Non parliamo di DeepSeek ma di Velvet 14B e Velvet 2B, Large Language Model (LLM) presentati ieri a Roma e sviluppati integralmente dall’italiana Almawave su propria architettura, nonché addestrati sul supercalcolatore Leonardo gestito dal consorzio Cineca.

Si tratta di sistemi, rivolti alle imprese, pronti all’uso in cloud, grazie alle collaborazioni con operatori leader di mercato, fra cui AWS, Oracle, Microsoft e Dell. Senza dimenticare quella con IBM, in fase di attuazione.

I Velvet, ha sottolineato la società, possono essere utilizzati "anche su piccole infrastrutture con processori GPU di ultima generazione, contenendo impronta di carbonio, consumi di risorse energetiche, oltre che riducendo i costi di addestramento e di esercizio in contesti estesi" (al momento non sono noti numeri dettagliati).

AI Act e privacy

I modelli sono stati progettati secondo le linee di riferimento dell’AI Act e del quadro regolatorio complessivo, con particolare attenzione alla privacy. Almawave ha dunque parlato di un "elemento innovativo a livello internazionale", ovvero il PAE (Privacy Association Editing), un algoritmo proprietario che permette, se necessario, di eliminare direttamente dal modello le informazioni sensibili, senza dover riaddestrare il sistema.

La società del gruppo Almaviva ha evidenziato che "Velvet è stata tecnicamente realizzata con rilevanti capacità di comprensione testuale e funzioni evolute che la rendono adatta a svolgere compiti specifici nelle aziende, anche in settori verticali complessi come Sanità, Pubblica Amministrazione, Sicurezza, Finanza, Mobilità".

Una dinamica che si integra all’interno di AIWave, la piattaforma Almawave con oltre 30 soluzioni applicative pronte all’uso, "destinate a diversi settori e finalizzate alla gestione di compiti articolati su dati e informazioni". Non è un caso che Velvet sia già in fase di beta-testing presso "primari clienti" per applicativi concreti.

Un lavoro di sinergie

Almawave non ha fatto tutto in solitaria, poiché si pone come realtà sinergica con la ricerca nazionale, "parte attiva dell’ecosistema e volano della competenza IA in chiave industriale". I modelli Velvet, difatti, sono anche frutto di un gioco di squadra con il mondo accademico, fra cui ad esempio la Fondazione Bruno Kessler e l'Università La Sapienza.

Per tutelare la compliance etica e regolatoria, Almawave ha inoltre collaborato con SIpEIA, ossia la Società Italiana per l’Etica nell’Intelligenza Artificiale. Allargando lo spettro a livello continentale, la società si è aggiudicata di recente Innovate, il primo calcolatore Industry grade per erogare servizi di Intelligenza Artificiale promosso dal progetto UE Euro HPC.

La volontà di coinvolgere diverse realtà e istituzioni in un gioco di squadra è dimostrato anche dai vari ospiti presenti all'evento di ieri, tra cui Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio per l’Innovazione Tecnologica, Maurizio Tarquini, direttore generale Confindustria, Lucilla Sioli, direttore EU AI Office, e Monsignor Vincenzo Paglia, presidente Pontificia Accademia per la Vita.

Le dichiarazioni di Valeria Sandei

"Velvet nasce dalla scelta strategica di investire con determinazione in un ambito tecnologico di vasto potenziale positivo, realizzando una Intelligenza Artificiale progettata per condensare al tempo stesso efficacia, leggerezza nei consumi e grande agilità nell’adattarsi a svolgere compiti mirati nei settori verticali in cui operiamo", ha rimarcato Valeria Sandei, amministratore delegato di Almawave.

La manager ha poi ricordato il "nostro percorso ultradecennale nelle tecnologie del linguaggio, da sempre incentrato sulle competenze tecniche nella IA, che oggi – e sempre più in futuro – possono fare la differenza. Un patrimonio di conoscenza cresciuto in Almawave, sia sul fronte R&D - in sinergia con l’ecosistema accademico italiano - sia nella comprensione dell’uso effettivo di queste tecnologie, grazie a centinaia di progetti concreti realizzati".

Il lancio di questi primi modelli generativi "è solo l’inizio e ci conferma come un player protagonista in Europa, capace di innovare, pensando che l’IA sia una sfida aperta e che quanto fatto sia la miglior premessa per mettere in campo evoluzioni sempre più rilevanti".

Le specifiche tecniche di Velvet

VELVET 14B

"Large Language Model caratterizzato da 14 miliardi di parametri, 6 lingue (italiano, tedesco, spagnolo, francese, portoghese, inglese) un vocabolario da 127 mila parole e una finestra di contesto da 128 mila token che lo rendono adatto ai set documentali più articolati. È stato addestrato sul Supercalcolatore Leonardo gestito da Cineca, su oltre 4.000 miliardi di token e sviluppato per adattarsi efficientemente a una molteplicità di settori verticali. Ha fra i suoi valori fondanti il controllo dei dati di addestramento e la gestione etica e sostenibile della tecnologia. Il modello è rilasciato Open Source nella versione Instruct".

VELVET 2B

"Modello caratterizzato da 2 miliardi di parametri, in italiano e inglese, con una finestra di contesto da 32 mila token e un vocabolario di 127 mila parole. È stato addestrato sul supercomputer Leonardo di Cineca con oltre 2.000 miliardi di token. Il modello è rilasciato Open Source nella versione Instruct".

 



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