Allcore - Rosati: "2026 anno di svolta con la nostra piattaforma AI"

Nell'intervista a Websim, l'ad ha toccato tutti i “dossier” più significativi: dall'intelligenza artificiale ai risultati economici, fino ai driver di crescita futura e al potenziale valore del titolo

Autore: Redazione
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Allcore è un gruppo di consulenza alle PMI che sta vivendo una fase di profonda evoluzione verso il consultech. E il suo amministratore delegato, Gianluca Massini Rosati, ha deciso di confrontarsi con Websim su tutti i “dossier” più significativi: dal lancio di una nuova piattaforma AI proprietaria ai risultati economici, dal nuovo posizionamento della società (sempre più concentrata sulle attività core) fino ai driver di crescita futura e al potenziale valore del titolo (rating BUY con target price a 2,75 euro per Websim Corporate Research).

 

Per i numeri completi del 2025 dovremo aspettare la chiusura dell’esercizio. Guardando però ai risultati dei primi nove mesi dell’anno, che indicazioni arrivano?

Dai primi nove mesi emergono alcuni segnali importanti. Il perimetro core, cioè la consulenza e i servizi alle PMI, mostra una crescita moderata ma solida, coerente con la scelta di focalizzazione. E senza anticipare i dati di bilancio annuali, possiamo dare una lettura qualitativa. Le aree più tecnologiche stanno mostrando una dinamica positiva, a conferma che, quando uniamo consulenza e tecnologia, la domanda è forte. Il messaggio di fondo è che stiamo crescendo dove ha senso crescere, sulle linee più scalabili e coerenti con la nostra identità di consultech, e stiamo finendo di mettere ordine sul resto, con la dismissione delle attività meno strategiche come il Real Estate, con indubbi vantaggi sulla marginalità.

“Consultech” è un termine che usi sempre più spesso, cosa significa in concreto per Allcore?

Diventare una consultech significa principalmente far evolvere il nostro modello di consulenza, che diventerà sempre più basata sui dati: non solo esperienza e competenze, ma decisioni supportate da analisi, intelligenza artificiale e automazioni, con soluzioni che uniscono persone, processi e strumenti digitali, offrendo un ulteriore valore aggiunto alle PMI. Nella nostra visione, una consultech potenzia il consulente con le tecnologie, inserendo la consulenza direttamente nel DNA dell’impresa che ne beneficia e diventandone il sistema operativo, unendo l’affidabilità alla velocità e alla scalabilità.

Torniamo ai risultati. Guardando al 2025 nel suo complesso, al di là della chiusura formale dell’anno, di cosa sei più soddisfatto?

Il contesto non è stato semplice, ma noi abbiamo continuato a essere un punto di riferimento per le PMI e di questo sono particolarmente orgoglioso. Abbiamo preso decisioni non banali sul perimetro di gruppo e sul posizionamento, accettando di semplificare e tagliare qualche ramo secco, per poter crescere meglio: è servito coraggio. Da sottolineare anche il cambio di mentalità interno: oggi parliamo sempre più concretamente di tecnologia, dati, intelligenza artificiale, piattaforme. Questo cambio culturale è la base su cui fonderemo la crescita futura. 

In questo contesto di cambiamento basato sul tech, quali sono le principali sfide nel “sistema Italia”?

Non possiamo dimenticare che in Italia l’età media degli imprenditori è 52 anni, quindi ci rivolgiamo a una classe dirigente competente ed esperta, ma per la quale la familiarità con le nuove tecnologie non è sempre immediata. Questo rende il percorso di adozione più graduale, richiede accompagnamento e impone modelli di consulenza capaci di tradurre l’innovazione in pratiche concrete, comprensibili e realmente utili. 

Siete quotati sull’Euronext Growth Milan, in una fase in cui da un lato gli indici e molti titoli tech e AI corrono, dall’altro diverse small cap stanno soffrendo per la scarsa liquidità. Come leggi in questo contesto l’andamento del titolo Allcore?

Sull’EGM stiamo vedendo in generale volumi più bassi e maggiore selettività da parte degli investitori: bastano pochi scambi per muovere il prezzo, in un senso o nell’altro. In parallelo, una parte significativa della liquidità si è spostata verso le large cap. Noi ci troviamo in una posizione particolare: siamo nel pieno di un percorso di trasformazione e stiamo investendo su un progetto strategico di piattaforma AI che nella prima parte del 2026 vedrà la luce, ma il mercato ci percepisce ancora prevalentemente per la nostra storia di consulenza alle PMI. Questo genera un disallineamento che riteniamo però temporaneo: i fondamentali stanno migliorando ma il titolo ha avuto un andamento più debole rispetto al contesto generale, non esprimendo ancora tutto il potenziale. Non siamo però preoccupati, il valore che stiamo costruendo oggi farà davvero la differenza quando il mercato tornerà più favorevole.

Il 2026 potrebbe essere, per un investitore, un punto di svolta per guardare al titolo con un approccio da “BUY”?

Sottolineo che questa non è una sollecitazione al pubblico risparmio e che ogni investitore deve fare le proprie valutazioni insieme ai propri consulenti. Detto questo, i risultati dei nove mesi mostrano ricavi core in crescita, un mix che si sta spostando verso linee più scalabili come tecnologia, software e servizi ad alto contenuto di dati, e una progressiva uscita da attività meno strategiche. È una trasformazione che richiede tempo, ma che sta già producendo effetti misurabili e sarà completa entro il primo semestre 2026. Il mercato non sta ancora prezzando il cambio di modello e l’anno prossimo potrebbe essere effettivamente un punto di svolta, soprattutto quando presenteremo la nostra soluzione AI. Chi ci guarda oggi, sempre in coerenza con il proprio profilo di rischio, osserva un rapporto tra prezzo e potenziale che consideriamo interessante in questa fase del ciclo.

Focalizziamoci sul nuovo progetto AI per il 2026, quanto puoi dire oggi senza compromettere la futura presentazione?

Posso dire che sarà la novità principale del 2026 e uno dei pilastri della nostra strategia per i prossimi anni. Partendo dall’ascolto dei nostri clienti, stiamo sviluppando una piattaforma proprietaria di AI che mette a sistema il nostro know-how in un unico ambiente, facilmente accessibile anche a chi ha meno dimestichezza con la tecnologia. L’obiettivo è offrire uno strumento che semplifichi la gestione riducendo drasticamente l’effort umano nei processi aziendali, adottando best practice specifiche basate su agenti intelligenti creati dalla nostra esperienza diretta. Tutto ciò gestendo task operative che richiederebbero ore, in minuti, con strumenti che fino a poco tempo fa erano accessibili solo alle grandi aziende. Internamente la chiamiamo Allcore Mind e sarà il punto di accesso alle nostre soluzioni e a quelle di partner e system integrator che parteciperanno allo sviluppo.
 



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