MID/SMALL CAPS - La discesa dei tassi favorisce il recupero

In questo scenario, consigliamo di aumentare il peso dei titoli a media capitalizzazione, soprattutto quelli che offrono una buona generazione di cassa.

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Nell’ultimo mese (rispetto ai prezzi di chiusura del 15 dicembre) il mercato italiano è salito del 3.2%; gli indici FTSE Italy Mid Cap e FTSE Italy Small Cap hanno performato rispettivamente l’1.6% e l’1.3% meglio del mercato.

A livello delle nostre stime sull’EPS 2023, nell’ultimo mese non abbiamo fatto modifiche significative per le large caps (-0.3%) mentre abbiamo rivisto al rialzo le stime per le mid caps (+1.2%) e al ribasso per le small caps (-5.5%).

A livello valutativo, il nostro coverage mid small cap tratta a un premio del 35% sul P/E rispetto ai titoli del FTSE Mib, in aumento rispetto al valore di un mese fa (31%).

La liquidità degli scambi Ytd è in calo del 9.1% per le mid cap e del 13.0% per le small cap rispetto al corrispondente periodo del 2022, anche se è in miglioramento nell’ultimo mese.

Effetto

Nell’ultimo mese, le società a media capitalizzazione italiane hanno continuato su un trend rialzista, sostenuto dall’anticipazione dei tagli dei tassi della Federal Reserve nel 2024.

Tuttavia, la BCE ha fornito indicazioni più prudenti e le importanti emissioni pianificate nel 1Q24 suggeriscono la probabilità di alcuni alti e bassi per quanto riguarda la curva dei rendimenti.

In Italia, il margine di manovra sulla Legge di Bilancio sembra limitato, il che implica che il tema politico avrà probabilmente un impatto limitato sui mercati azionari.

Per quanto riguarda gli andamenti operativi, i risultati del 3Q23 hanno offerto indicazioni relativamente confortanti, sottolineando in molti casi l'attrattiva fondamentale di varie società, anche se con qualche delusione tra alcune aziende industriali e di consumo che soffrono del rallentamento economico in corso.

In questo scenario, consigliamo di aumentare il peso dei titoli a media capitalizzazione, soprattutto quelli che offrono una buona generazione di cassa.

Nonostante il loro rimbalzo, i titoli tecnologici sembrano ancora interessanti, insieme ad alcune utilities e ad alcune aziende che possono contare su un significativo portafoglio ordini. In termini di flussi PIR, i riscatti nei primi 10 mesi hanno superato i Eu2.3bn e la visibilità di un'inversione di tendenza resta bassa. La recente modifica normativa che consente agli investitori di detenere più di un piano di risparmio personale (PIR) potrebbe favorire una ripresa di questo importante strumento.


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