
Eni
ENI
19,69€
1,69%
Ultima variazione alle 17:26 del 27/02/2026
Dati forniti con 10 minuti di delay
Overview
Il grafico mostra prezzo, volumi di scambio e performance (%) del titolo nel tempo. È possibile analizzare l’andamento tramite grafico a linea oppure a candele. Posizionando il cursore sulla linea o sulla candela si visualizzano i dettagli per data; selezionando gli intervalli temporali (es. 1D, 1W, 1M, YTD, MAX) il grafico si aggiorna di conseguenza.
- Market Cap
- 61.947 milioni €
- Numero di azioni
- 3.146.765.114
- ISIN
- IT0003132476
- Target Price
- 19,00€
- Giudizio fondamentale
- NEUTRAL
ENI (Ente Nazionale Idrocarburi), fondata nel 1953 e con sede a Roma, è una multinazionale italiana attiva nel settore energia. Opera in esplorazione, produzione, raffinazione, gas, elettricità e rinnovabili, con un focus crescente su sostenibilità e transizione energetica. Presente in oltre 60 paesi, punta su innovazione e decarbonizzazione.
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Dati finanziari
Analisi fondamentale
Eni - Attenzione alla disciplina del capitale.
- Data studio
- Target di lungo termine
- €
- Potenziale upside
- %
- Giudizio
Data studio
15/01/26
Target di lungo termine
17.00€
Potenziale upside
1.67%
Giudizio
NEUTRAL
Nel 2025, ENI è stata la migliore performer tra le società petrolifere integrate europee, grazie a risultati migliori del previsto e una generazione di cassa molto solida, parzialmente supportata dai proventi da M&A. Entrando nel 2026, con la probabilità di ulteriori pressioni sui prezzi dell'energia, la disciplina del capitale sarà centrale per le strategie delle Oil Majors, con priorità data alla solidità del bilancio e alle distribuzioni agli azionisti. Sebbene non vediamo rischi per la sostenibilità del dividendo di ENI, ci aspettiamo un buyback più basso (1.0 miliardi di euro rispetto a 1.8 miliardi di euro nel 2025), riflettendo un potenziale rallentamento nel momentum degli utili. Il target price (TP) è stato leggermente incrementato a 17.0 euro per azione.
Analisi
Solida prestazione del prezzo delle azioni nel 2025 nonostante il calo dei prezzi del petrolio. Grazie all'incremento del peso del portafoglio gas all'interno del segmento Upstream e al contributo crescente dei nuovi business legati alla transizione energetica, ENI ha progressivamente ridotto la sua sensibilità ai prezzi del petrolio negli ultimi tre anni. Questa strategia, basata sul modello di business satellitare, è stata ben accolta dal mercato, in particolare lo scorso anno, con il titolo che ha registrato un aumento del 23%, la migliore performance tra le Integrated Oils europee, in un contesto di prezzi del petrolio greggio che sono rimasti sotto pressione persistente.
Potenziale ulteriore pressione sui prezzi di petrolio e gas. Dopo un calo del circa 15% nel 2025, si prevede che i prezzi del petrolio greggio rimangano sotto pressione nel 2026, con la continua riduzione dei tagli volontari da parte di OPEC+ e la crescita accelerata dell'offerta non-OPEC tra i fattori che potrebbero portare a un eccesso di offerta. Si prevede che i deboli fondamentali del petrolio si intensifichino nel primo semestre del 2026, mentre gli operatori anticipano un miglioramento delle condizioni nella seconda metà.
Focus sulla disciplina del capitale. Di fronte a un potenziale calo dei prezzi dell'energia, la disciplina del capitale sarà centrale per le strategie delle Big Oil nel 2026, con priorità data alla solidità del bilancio e alle distribuzioni agli azionisti. Oltre al potenziale calo dei prezzi delle commodities, la costituzione di tariffe correlata all'inflazione e le interruzioni della catena di approvvigionamento potrebbero esercitare ulteriori pressioni sulle decisioni di allocazione del capitale, costringendo le aziende a riconsiderare le priorità degli investimenti.
Anteprima dei risultati del 4° trimestre 2025 (previsti per il 26 febbraio). Abbiamo rivisto le nostre stime per il 4° trimestre 2025 al ribasso, principalmente per riflettere prezzi leggermente inferiori di petrolio e gas e margini chimichi più deboli. Ci aspettiamo cifre sequenziali più basse, con un EBIT proforma di 2,449 milioni di euro (-18% trimestre su trimestre, -9% anno su anno), EBIT rettificato di 1,601 milioni di euro (-23% trimestre su trimestre, -5% anno su anno) e utile netto rettificato di 804 milioni di euro (-36% trimestre su trimestre, -10% anno su anno). Passando al bilancio, si prevede che il debito netto sia chiuso a 14.5 miliardi di euro (D/E 0.28x, 0.17x pre IFRS16).
Variazione nelle stime
Aggiornamento delle stime e valutazione. Oltre a un mark-to-market dei prezzi del petrolio e del gas per il 4° trimestre 2025, stiamo aggiornando le nostre ipotesi macro per il 2026 e gli anni successivi. Stiamo abbassando le nostre stime per il Brent nel 2026 a 62.5 dollari/barile da 67.5 dollari/barile, confermando la nostra previsione di 65 dollari/barile dal 2027 in poi. Inoltre, stiamo riducendo i prezzi del gas, con 2026-27-28 PSV a 30.0-27.5-25.0 euro/MWh, da 35.0-30.0-30.0 euro/MWh. Stiamo anche riducendo i margini di gas trading e chemicals, aumentando leggermente Plenitude & Power, per riflettere le recenti operazioni di M&A (acquisizione del portafoglio di rinnovabili Neoen in Francia e Acea Energia) e spread più alti. Tutto ciò si traduce in un taglio del 5% dell'utile netto rettificato per il 2025, -12% per il 2026 e -2% dal 2027-28. Il target price è stato leggermente aumentato a 17.0 euro per azione da 16.50 euro per azione, ancora basato su DCF, SOP e multipli di mercato.
La view degli analisti
Giudizio: NEUTRAL confermato; TP rivisto a Eu17.0 da Eu16.50 per le revisioni nei business regolati e nel power generaton.
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Enrico Nicoloso
Responsabile Analisi Tecnica



