Unipol - Potenziale “Danish Compromise” per le assicurazioni UE

il Parlamento Europeo ha approvato il Rapporto annuale sulla politica di Concorrenza 2025

Autore: Redazione
Vista esterna della sede Unipol a Bologna in Via Stalingrado 53, edificio moderno con vetrate e segnaletica aziendale

Fatto

MF riporta che il Parlamento Europeo ha approvato il Rapporto annuale sulla politica di Concorrenza 2025, includendo un passaggio sulla necessità di garantire un level playing field tra banche e assicurazioni nel trattamento delle partecipazioni incrociate.

Il riferimento implicito è al Danish Compromise, che oggi consente alle banche un trattamento patrimoniale più favorevole sulle partecipazioni assicurative, ma non prevede un beneficio simmetrico per le compagnie che detengono banche. Il testo non è vincolante, ma chiede alla Commissione Europea di valutare il tema nell’ambito della revisione di FICOD e Solvency II.

MF collega direttamente il tema al caso Unipol/BPER/MPS, dato che Unipol è già primo azionista di BPER e potrebbe aumentare ulteriormente la propria esposizione bancaria con l’operazione sulle filiali MPS.

Effetto

Riteniamo il tema particolarmente rilevante per Unipol perché tocca esattamente il principale limite regolamentare della struttura che prospetticamente si formerà post acquisizione da parte di Unipol del curve-out di BMPS: l’eccessivo “peso” in termini di Solvency derivante dal detenere una partecipazione bancaria all’interno di un gruppo assicurativo. In ogni caso, riteniamo che le tempistiche possano essere lunghe, trattandosi per ora di un indirizzo politico senza effetti regolamentari vincolanti.

Attualmente stimiamo che la partecipazione in BPER assorba ~30-40pp di Solvency ratio, mentre il drag potrebbe salire a ~60-80pp post acquisizione del carve-out BMPS e successiva combinazione con BPER.

A nostro avviso, se in futuro venisse approvato un trattamento più simmetrico del Danish Compromise anche per le compagnie assicurative con partecipazioni bancarie, si aprirebbe un elemento di optionality molto rilevante: Unipol potrebbe accelerare la definizione di un conglomerato finanziario integrato mantenendo una struttura insurer-led, senza necessariamente dover ricorrere a una holding inversion/reverse merger bank-led.

Questo sarebbe importante perché ridurrebbe o eviterebbe il principale punto critico di un potenziale scenario alternativo, ovvero la diluizione delle cooperative nella nuova TopCo bancaria in caso di holding inversion/reverse merger.



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