UniCredit - Via libera di Putin alla cessione di AO UniCredit Bank

Rimosso il principale rischio di esecuzione, restano da seguire accordi vincolanti e New Bank.

Autore: Redazione
Vista incorniciata dell'ingresso della torre UniCredit Tower dal piano-1 di Piazza Gae Aulenti

Photo by Nimu1956/Getty Images

Fatto

Secondo Interfax, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il 5 ottobre un'ordinanza che autorizza la riorganizzazione di AO UniCredit Bank tramite lo scorporo di una nuova entità, le cui azioni saranno acquisite dall'azionista unico, nonché le operazioni per l'acquisizione della partecipazione del 100% detenuta da UniCredit.

Il testo del provvedimento, diffuso dall'agenzia TASS, precisa che per tali operazioni non sono richiesti ulteriori permessi, approvazioni o consensi ai sensi della normativa russa.

L'autorizzazione era necessaria in quanto AO UniCredit Bank figura tra le banche la cui cessione richiede, in base al decreto presidenziale n. 520 dell'agosto 2022, un permesso speciale del presidente, nell'ambito delle restrizioni sulle operazioni in attività detenute da investitori di Paesi considerati ostili.

Ricordiamo che lo scorso 7 maggio UniCredit aveva comunicato la firma di un term sheet non vincolante per la cessione di parte delle attività della controllata russa a un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti, la cui identità non è stata resa nota.

La struttura prevede lo scorporo di parte delle attività di AO Bank in una nuova entità (New Bank), che resterà interamente di UniCredit e sarà focalizzata sui pagamenti internazionali, in prevalenza in euro e dollari USA, per clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni, seguito dalla cessione all'acquirente di AO Bank con le restanti attività (Remaining Bank).

La banca aveva stimato un impatto negativo cumulato a conto economico compreso tra 3,0 miliardi di euro e 3,3 miliardi di euro, di cui tra 1,6 miliardi di euro e 1,8 miliardi di euro riconducibili al rigiro a conto economico della riserva cambi (componente non monetaria, senza impatto sul capitale), e un beneficio complessivo sul capitale di circa 35 bp, con un impatto negativo tra 20 bp e 25 bp al closing più che compensato dalla riduzione della perdita residua nello scenario estremo a un livello tra 30 bp e 40 bp, dai circa 93 bp al 1Q26 (escluse le soglie regolamentari).

UniCredit aveva inoltre precisato che l'operazione non avrebbe avuto impatti sulla distribuzione agli azionisti, in quanto i relativi effetti sarebbero stati esclusi dalla definizione di utile netto ai fini distributivi, né sugli obiettivi di utile netto del piano UniCredit Unlimited per il periodo dal 2028 al 2030.

Il closing, atteso nel primo semestre 2027, resta subordinato alla firma degli accordi vincolanti e alle autorizzazioni delle autorità competenti.

Effetto

Riteniamo la notizia positiva: il via libera presidenziale rimuove quello che consideriamo il principale rischio di esecuzione dell'operazione, i cui effetti economici erano già stati comunicati a maggio.

La perdita contabile, per circa la metà riconducibile al rigiro della riserva cambi, non inciderebbe sulla distribuzione agli azionisti, mentre l'assorbimento di capitale al closing sarebbe più che compensato dalla riduzione della perdita potenziale nello scenario estremo.

Restano da monitorare la firma degli accordi vincolanti e la presenza residua del gruppo in Russia attraverso la New Bank.



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