UNICREDIT - Feedback dalla conference call

Il CEO Andrea Orcel ha introdotto due scenari basati sul livello di controllo che verrà raggiunto nel contesto dell’offerta su Commerzbank

Autore: Redazione
Perugia, 29 agosto 2018. Vista dal basso della facciata di una filiale di UniCredit, con architettura storica e medievale di Palazzo Lippi Alessandri.

Photo by ablokhin/Getty Images

Fatto

Durante la conference call di ieri, il CEO Andrea Orcel ha introdotto due scenari basati sul livello di controllo che verrà raggiunto nel contesto dell’offerta su CBK.

Nel primo scenario, qualora UniCredit rimanesse al di sotto della soglia di controllo, la quota verrebbe gestita come partecipazione finanziaria, garantendo un rendimento superiore al 20% e pienamente protetto dalle coperture. In tal caso, il Gruppo darebbe priorità alla remunerazione degli azionisti e, nello specifico, all’esecuzione del piano di buyback da euro 4,75 miliardi già approvato.

Il secondo scenario prevede invece il raggiungimento del controllo di CBK (quota superiore al 50%) necessario per attuare le due fasi successive (“Unlocked” e “Combination”), a condizione che il ritorno sul capitale consumato superi il costo dell'equity.

La Fase 1, ovvero Commerzbank Unlocked, si focalizza su una completa trasformazione industriale della banca come entità indipendente, con un'esecuzione prevista a partire da giugno 2026. CBK rimarrebbe un istituto standalone almeno fino al 2028 per garantire l'allineamento industriale.

Per quell'anno, le ambizioni includono un utile netto di circa euro 5,1 miliardi, un ROTE superiore al 19,0% e un Cost/Income ratio intorno al 40,0%. La Fase 2, definita “Combination”, prevede la fusione legale formale e la piena integrazione tra Commerzbank e HVB, con inizio non prima del 2029.

Per il 2030, le ambizioni finanziarie di Gruppo includono un utile netto totale di circa euro 21,0 miliardi, un ROTE superiore al 25,0% e un Cost/Income ratio best-in-class del 30,0%. In merito ad altri elementi chiave, l'acquisizione di una quota del 100% comporterebbe un assorbimento di capitale di circa 200 punti base (280 punti base in caso di quota al 50%).

Riguardo alle efficienze OpEx (euro 1,3 miliardi complessivi) nella fase Unlocked, il 40% deriva da risparmi sui costi non HR legati a consulenze e immobiliare, mentre il 60% riguarda risparmi HR sui livelli dirigenziali e sulla burocrazia non commerciale. Infine, riguardo a mBank, il management ha chiarito che la banca è in contatto con i regolatori locali, mostrandosi fiduciosa nel gestire i requisiti per un cambio di controllo ed evitare offerte "a cascata" in contanti. Commerzbank, in una press release pubblicata ieri, ha riferito di aver formalmente respinto l'approccio ostile di UniCredit, riaffermando il valore superiore della propria strategia “Momentum”.

L'istituto ha descritto le tattiche di UniCredit come fuorvianti e lesive della fiducia degli stakeholder, sostenendo che la proposta ricevuta rappresenti un tentativo speculativo di ristrutturare il modello di business della banca anziché un piano credibile per la creazione di valore.

L'Amministratore Delegato Bettina Orlopp ha criticato la mancanza di comprensione dei driver aziendali da parte di UniCredit, definendo l'offerta un piano di ristrutturazione unilaterale privo di dettagli essenziali su leve operative, costi di implementazione o tempistiche certe.

Commerzbank ha inoltre rimarcato l'assenza di un premio di controllo adeguato per gli azionisti e ha evidenziato che i presunti benefici della combinazione risultano vaghi e posticipati al periodo 2029/2030.

Effetto

Riteniamo che una potenziale aggregazione tra i due istituti possa portare l’estrazione di sinergie visibili e creazione di valore.

Questa possibilità rimane tuttavia subordinata al superamento dell'attuale percezione di ostilità attraverso l'avvio di un dialogo trasparente e costruttivo con i sindacati e l'intera base degli stakeholder di Commerzbank.

Tuttavia, anche nel primo scenario (in cui UniCredit concluderebbe l’offerta con una quota inferiore a quella di controllo), l’operazione porterebbe benefici agli azionisti di UniCredit, in quanto la banca continuerebbe a contabilizzare la partecipazione a patrimonio netto, andando quindi a beneficiare di una quota addizionale di utili che sarebbe distribuibile.



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