TIM - Condivisione di rete con Fastweb, AGCM apre istruttoria
L'Antitrust ha messo nel mirino l'accordo di RAN sharing tra TIM e Fastweb, atto dovuto data la rilevanza dell'intesa e i possibili limiti a concorrenza e investimenti

Fatto
L'AGCM ha confermato l'apertura di un'istruttoria sull'accordo di condivisione di rete tra TIM e Fastweb, con ispezioni già effettuate nelle rispettive sedi per acquisire documenti.
Secondo Milano Finanza, AGCM intende accertare se l'accordo potrebbe limitare la concorrenza statica, "sia in termini di qualità delle infrastrutture e dei servizi, sia in termini di prezzi degli stessi" e dinamica, "con il venir meno gli incentivi per entrambi gli operatori di investire individualmente nella propria rete, oltre a mutare gli incentivi a competere nelle prossime gare per le frequenze". Potrebbe verificarsi un ampliamento dell'istruttoria o un'indagine dedicata, qualora si concretizzasse anche la joint venture per lo sviluppo di fino a 6.000 nuove torri.
Effetto
L'istruttoria rappresenta un atto dovuto data la rilevanza dell'intesa, annunciata il 7 gennaio e il cui closing è atteso entro il secondo trimestre 2026, soggetto anche all'approvazione dell’antitrust. Il progetto prevede la condivisione di circa 15,5 mila siti entro il 2028 in città meno densamente abitate (con meno di 35 mila abitanti).
I risparmi previsti qualora l'accordo si concretizzasse sarebbero di 250-300 milioni di euro per ciascun operatore nell'arco di 10 anni. Le stime sull'aumento di Enterprise Value di TIM, qualora l'operazione si concretizzasse, si attestano su circa 332 milioni di euro (0,02 euro/azione nel nostro TP di 0,75 euro). Eventuali partecipanti terzi che non disponessero di sufficienti siti da condividere dovrebbero valutare la convenienza economica di coinvestire direttamente nella Join Venture, aspetto che potrebbe rendere la partecipazione meno attrattiva.
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