TIM - Gli operatori TLC bocciano i nuovi prezzi di FiberCop
Telco chiedono ad Agcom di respingere il nuovo listino FiberCop

Fatto
In una missiva, Fastweb, WindTre, Iliad e Sky Italia hanno chiesto ad Agcom di respingere integralmente il nuovo listino wholesale di FiberCop, previsto in vigore da settembre, giudicando insufficienti eventuali modifiche marginali. Le telco contestano gli aumenti dei canoni su rame e semi-rame, anche nelle aree regolate (circa 94% del territorio), oltre ai rincari per migrazioni, disattivazioni e altri servizi accessori. Gli operatori criticano inoltre il benchmark di Arthur D. Little a supporto del listino, ritenendo non comparabili mercati come Germania e Belgio per differenze nella copertura di rete e per prezzi retail più elevati. A loro avviso, il riferimento corretto dovrebbe essere il MSA tra TIM e FiberCop. Intanto Agcom attende anche la decisione del Tribunale di Milano sul ricorso di TIM relativo all'applicazione dei nuovi prezzi FiberCop nelle aree regolate. Secondo le telco, gli aumenti rischiano di comprimere margini già tra i più bassi in Europa e di trasferirsi sui clienti finali.
Effetto
Ricordiamo che qualche settimana fa la stessa Agcom aveva rilevato criticità sul nuovo listino wholesale di FiberCop, che non risulterebbe allineato ai principi dell'analisi di mercato di marzo e già in settimana AGCOM potrebbe formalizzare i rilievi chiedendo un adeguamento. Se confermati, i rilievi di AGCOM sono positivi per TIM, primo cliente della rete (~52% dei ricavi FiberCop 2025) e quindi il soggetto più esposto alla dinamica dei costi di accesso wholesale (ULL, VULA FTTH/FTTC, co-location). Un riallineamento del listino ai principi dell'analisi di mercato di marzo dovrebbe infatti allontanare il rischio di un rincaro dei prezzi wholesale, che avrebbe avuto un impatto di qualche decina di milioni di euro su EBITDAaL e EFCF di TIM.
Azioni menzionate
Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

