SETTORE TLC - Nuovo listino tariffario di FiberCop
In un articolo pubblicato su Milano Finanza, Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell'Istituto Bruno Leoni, affronta il tema della deregolamentazione tariffaria nel settore Tlc

Fatto
In un articolo pubblicato su Milano Finanza, Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell'Istituto Bruno Leoni, affronta il tema della deregolamentazione tariffaria nel settore delle telecomunicazioni, avvertendo dei rischi per la concorrenza e per i consumatori. FiberCop ha alzato le tariffe del 15% nelle zone senza concorrenza, abbassandole solo dove compete con Open Fiber, dopo che l'Agcom ha eliminato l'obbligo di prezzi "orientati al costo".
Il nuovo listino FiberCop penalizzerebbe Open Fiber su due fronti: la crescita dei costi una tantum di attivazione e disattivazione scoraggia i consumatori dal migrare dal rame alla fibra, mentre gli aumenti proporzionalmente più elevati sulla fibra spenta spingono gli operatori commerciali verso l'acquisto di servizi attivi anziché passivi, a svantaggio diretto del rivale.
Gli aumenti sono destinati a riversarsi sugli operatori retail e poi sulle bollette degli utenti finali. Per Stagnaro si tratta della conseguenza di una scelta politica di rimonopolizzazione del settore TLC, dannosa per concorrenza e consumatori.
Effetto
Open Fiber è controllata da CDP e quindi indirettamente dal MEF, che figura tra gli azionisti anche di FiberCop e della futura aggregazione TIM/Poste.
Lo Stato è dunque azionista rilevante di tutti i principali operatori in campo. Proprio questa sovrapposizione dovrebbe spingere il soggetto pubblico a promuovere una regolamentazione equilibrata: tariffe wholesale senza asimmetrie tra operatori infrastrutturali, e margini sufficienti perché gli operatori retail come TIM possano trasferire almeno in parte gli aumenti sui clienti finali, in modo trasparente e proporzionato.
Per superare le asimmetrie tariffarie tra operatori wholesale, la soluzione più radicale resta la rete unica. Un tema destinato a tornare di stretta attualità con il riassetto di TIM/Poste, che ridisegnerà gli equilibri del settore e riaprirà il dibattito sul modello regolatorio da adottare.
Azioni menzionate
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