Settore Tlc - FiberCop: al via la ricerca del nuovo Ceo
Tra i possibili candidati figura Marco Patuano (CEO di Cellnex), in lizza con Labriola (CEO di TIM), Donnarumma (CEO di FS) e Gallo (CEO di Italgas).

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Fatto
Il Sole24Ore di sabato riferisce che FiberCop ha dato mandato a un headhunter per la ricerca del nuovo CEO: il mandato del presidente e CEO Sarmi scade con il bilancio 2026.
Tra i possibili candidati figura Marco Patuano (CEO di Cellnex), in lizza con Labriola (CEO di TIM), Donnarumma (CEO di FS) e Gallo (CEO di Italgas).
La governance di FiberCop assegna il potere di nomina del presidente al MEF e quello del CEO a KKR, d'intesa con il MEF. Sul fronte dell'infrastruttura, lo sviluppo del backbone è stato completato a fine 2025; il target della rete in fibra è raggiungere 20mn di unità immobiliari entro il 2027 e il completo switch-off del rame entro il 2028, a fronte di un capex 2025-2027 di €8.5bn.
Per fine giugno, FiberCop dovrebbe aver completato senza ritardi i lavori nelle aree grigie (a parziale fallimento di mercato) sovvenzionate con i fondi del PNRR. Il FY25 si è chiuso con €3.77bn di ricavi e una perdita di €206mn.
L'articolo aggiunge che dal 2028 FiberCop dovrebbe tornare a generare cassa, rendendo possibile avviare il processo di quotazione in Borsa, che al momento sembra la strada maestra per consentire il disinvestimento del fondo KKR; un processo che andrà gestito tenuto conto della strategicità dell'asset per il Paese, che infatti è protetto dal golden power.
Effetto
Riteniamo che una precondizione per la futura quotazione di FiberCop sia la combinazione con Open Fiber, necessaria per poter beneficiare di un framework regolatorio RAB-based, che presuppone un regime di monopolio infrastrutturale.
Attualmente, nella nostra SOP su TIM (che ci porta a un TP di €7.50/azione) attribuiamo una probabilità molto contenuta (5%, pari a ~€0.07/azione) all'incasso dell'earn-out da €2.9bn legato a tale combinazione societaria o ad un accordo commerciale tra FiberCop e Open Fiber, considerando la scadenza piuttosto ravvicinata fissata per fine 2026.
Una volta realizzata l'integrazione, l'IPO potrebbe rappresentare la exit per i fondi attualmente investiti in FiberCop (KKR 37.8%, ADIA 17.5%, CPP 17.5%), consentendo al contempo alla società di evolvere verso un modello di utility quotata (stile Terna), con lo Stato come azionista di riferimento (attualmente MEF 16% e F2i 11.2%).
In tale prospettiva, l'adozione del framework RAB-based potrebbe supportare un re-rating valutativo in area 15-20x EBITDAaL, rispetto all'entry multiple di 9x EBITDAaL (EV di €18.8bn) riconosciuto al closing dell'operazione a luglio 2024.
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