Settore Tlc - Creditori di Altice International contro Drahi

La pressione dei creditori su Drahi e l'iter antitrust più lineare per SFR aumentano le probabilità di consolidamento del settore TLC in Francia, con possibili implicazioni per altri mercati UE

Autore: Redazione
Fotografia di torri elettriche in acciaio con linee ad alta tensione visibili, su sfondo naturale o urbano.

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Fatto

Secondo il Financial Times, i creditori di Altice International, titolari di circa 8 miliardi euro di debito, hanno formalmente accusato Patrick Drahi di aver provocato un default su oltre 2 miliardi euro di obbligazioni in scadenza nel 2028.

I creditori contestano a Drahi il trasferimento, a fine 2025, delle attività più redditizie del gruppo (Portogallo e Caraibi, pari a circa l'80% dell'EBITDA) al di fuori del perimetro delle garanzie a favore dei creditori.

Secondo gli obbligazionisti, l'operazione avrebbe violato i covenant del debito.

Per rafforzare la propria posizione negoziale, i principali creditori hanno inoltre sottoscritto un accordo di cooperazione, valido almeno fino a gennaio 2028, impegnandosi a non negoziare separatamente con Drahi.

Parallelamente, la Commissione UE ha accolto la richiesta di Iliad di trasferire all'Autorità francese della concorrenza l'esame dell'acquisizione degli asset SFR (controllata francese di Altice) di propria competenza. In questo modo, tutte e tre le operazioni (Orange, Bouygues e Iliad) saranno valutate dalla stessa autorità nazionale, un elemento che potrebbe rendere il percorso autorizzativo più lineare.

Effetto

Entrambe le notizie rafforzano la probabilità di un consolidamento del mercato francese delle telecomunicazioni.

Da un lato, la crescente pressione dei creditori su Patrick Drahi potrebbe spingerlo ad accelerare la cessione di SFR per ridurre l'indebitamento del gruppo e rimborsare gli obbligazionisti.

Dall'altro, la decisione della Commissione UE di trasferire all'Autorità francese l'esame dell'operazione Iliad contribuisce a rendere il percorso autorizzativo più lineare, aumentando le probabilità di completamento del riassetto del settore in Francia.

Un’eventuale approvazione in Francia del passaggio da 4 a 3 operatori senza rimedi strutturali (cessioni di spettro, clienti o asset), ma con i soli rimedi comportamentali (accesso wholesale e accordi MVNO), costituirebbe un precedente rilevante anche per altri mercati. Se, poi, le nuove regole UE, attualmente in fase di consultazione, dovessero portare a un effettivo allentamento dei vincoli antitrust sulle operazioni di M&A, ci aspettiamo un’accelerazione del consolidamento anche in altri mercati TLC europei, come l’Italia (WindTre/Iliad), la Spagna (Telefónica/Zegona) e la Germania (Telefónica/1&1), con un processo di market repair di cui beneficerebbero tutti gli operatori del settore attraverso un aumento dell’ARPU, una migliore allocazione del capitale investito e maggiori ritorni sugli investimenti grazie alla cancellazione delle duplicazioni infrastrutturali.


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