Settore Telecoms - Fibra ottica in Italia: reti super, pochi accessi

Italia: FTTH molto coperta ma poco adottata. Intermonte: l'adozione è frenata dalle alternative e doppia rete (FiberCop/Open Fiber); diventa possibile, in questo scenario il modello a ritroni fissi

Autore: Redazione
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Fatto

Un articolo del Sole24Ore di sabato evidenzia il paradosso della banda ultralarga italiana: nonostante oltre 6 miliardi di euro di investimenti pubblici dal 2015 e una copertura FTTH salita al 77,6% delle famiglie, il tasso di adozione resta tra i più bassi d'Europa.

Solo circa il 27% delle linee dispone infatti di connessioni superiori a 100 Mbps e gli accessi FTTH attivi sono pari a 7,4 milioni.

Il confronto internazionale mostra come l'Italia sia ancora in forte ritardo nell'utilizzo della fibra (take up commerciale): secondo Fibre Council Europe, gli abbonamenti FTTH rappresentano circa il 22% delle unità immobiliari, contro una media europea del 42%, il 93% della Spagna, l'89% della Francia e circa il 77% della Svezia.

L'articolo sottolinea come la domanda continui a crescere più lentamente dell'offerta, anche perché molte famiglie considerano ancora adeguate soluzioni alternative come FTTC, FWA e 5G.

Permangono infine forti disparità territoriali, con la penetrazione FTTH che varia dal 55,6% di Milano al 5,1% di Imperia.

Secondo Agcom, sarà quindi necessario affiancare agli investimenti infrastrutturali misure più efficaci per stimolare la domanda e favorire la migrazione verso la fibra.

Effetto

A nostro avviso, il limitato take-up della fibra è riconducibile non solo alla presenza di tecnologie alternative ancora competitive, come l'FTTC (favorita in Italia dalla ridotta distanza media tra cabinet e utenza finale rispetto ad altri mercati europei) e l'FWA (particolarmente adatta alla conformazione del territorio italiano, caratterizzato da un'elevata incidenza di aree rurali e a bassa densità abitativa), ma anche alla presenza di due reti FTTH concorrenti.

La coesistenza di FiberCop e Open Fiber, pur avendo accelerato la copertura, frammenta infatti la domanda tra due infrastrutture distinte, rendendo strutturalmente più difficile incrementare i livelli di saturazione e i ritorni sul capitale investito di ciascuna rete.

Ne deriva un mercato caratterizzato da un'elevata disponibilità di infrastrutture, ma da tassi di utilizzo ancora relativamente contenuti rispetto ad altri Paesi europei, dove la domanda tende a convergere prevalentemente su una singola piattaforma di accesso.

Le ultime indicazioni sul take-up FTTH sia per Open Fiber (circa 24%, dato 1H26) sia per FiberCop (circa 23%, dato 1Q26) dovrebbero, a nostro avviso, incoraggiare gli azionisti delle due società a valutare forme di integrazione o collaborazione industriale.

Anche a fronte di sinergie ormai limitate a causa dell'ampio overbuild già realizzato, una rete unica consentirebbe di incrementare i livelli di riempimento dell'infrastruttura, migliorando l'allocazione del capitale investito e i ritorni generati dagli asset; inoltre, potrebbe creare le condizioni per l'adozione di un modello regolatorio di tipo RAB, con benefici in termini di visibilità e stabilità dei rendimenti.



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