Settore Difesa: 22 miliardi di euro di spesa aggiuntiva in Italia

Per effetto dell'esercizio della clausola di salvaguardia da parte del governo, emergono quasi 22 miliardi di euro extra per Difesa nel triennio. Impatto positivo per Leonardo e Fincantieri.

Autore: Redazione
Panorama di un porto illuminato dai colori caldi del tramonto, con gru, banchine e navi all’orizzonte.

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Fatto

Il Governo italiano si prepara a utilizzare la clausola di salvaguardia UE per finanziare quasi 22 miliardi di euro di spesa aggiuntiva per la Difesa nel triennio, pari allo 0,9% del PIL. Altri 14,4 miliardi di euro sarebbero destinati alla sicurezza energetica.
Secondo quanto dichiarato dal ministro Giorgetti, la quota di spesa destinata alla Difesa, che dovrebbe concentrarsi soprattutto sul 2028, con una prima parte nel 2027, potrà coprire sia spese correnti sia investimenti, incluse possibili rimodulazioni di risorse già previste.
Resta invece più selettivo l’utilizzo del programma SAFE, con lo scenario più probabile oggi orientato a ~6 miliardi di euro legati a progetti comuni europei.

Effetto

Riteniamo la notizia complessivamente positiva per il settore difesa italiano, perché conferma che l’aumento della spesa militare sta entrando in una fase più concreta, anche se con timing ancora prevalentemente 2027-28 e con qualche vincolo legato a deficit e procedure UE. Queste indicazioni consentono di sostenere conversione degli ordini, visibilità di backlog e programmi pluriennali. In questo contesto, i principali beneficiari domestici restano Leonardo, per elettronica, sistemi, velivoli e difesa integrata, e Fincantieri, per programmi navali nazionali e cooperazione europea.



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