Saipem - Le tensioni in Medio Oriente iniziano a pesare sui margini

Costi legati al conflitto in Medio Oriente comprimono i margini nel secondo trimestre 2026, ma la cassa regge

Autore: Redazione
Raffineria industriale gestita da Saipem, con torri di distillazione e impianti di processo visibili.

Fatto

Risultati secondo trimestre 2026. In un contesto di persistenti sfide logistiche e operative in Medio Oriente, Saipem ha garantito la continuità operativa di tutti i progetti attualmente in esecuzione. Tuttavia, i risultati operativi hanno iniziato a risentire dei maggiori costi legati al conflitto.

Al contrario, la generazione di cassa non è stata impattata, beneficiando di una migliore dinamica di cash conversion.

Nel dettaglio, i ricavi si sono attestati a 3.817 milioni di euro (+3% su base annua, +8% trimestre su trimestre, vs attese 3.731 milioni di euro), l’EBITDA a 367 milioni di euro e l’EBITDA adjusted a 402 milioni di euro (-3% su base annua, -7% trimestre su trimestre, vs attese 460 milioni di euro). L’utile netto è stato pari a 18 milioni di euro e l’utile netto adjusted a 53 milioni di euro (-15% su base annua, -32% trimestre su trimestre, vs attese 86 milioni di euro).

Sul fronte patrimoniale, il debito netto (post-IFRS16) si è attestato a 109 milioni di euro (vs attese 90 milioni di euro), rispetto a 23 milioni di euro a fine marzo. A livello divisionale, Asset Based Services (Offshore E&C) ha registrato EBITDA di 341 milioni di euro (+18% su base annua, +2% trimestre su trimestre, vs attese 360 milioni di euro), Energy Carriers (Onshore E&C) 26 milioni di euro (+19% su base annua, -10% trimestre su trimestre, vs attese 31 milioni di euro) e Offshore Drilling 35 milioni di euro (-66% su base annua, -51% trimestre su trimestre, vs attese 68 milioni di euro).

Order intake e backlog. Sul fronte commerciale, il trimestre ha mostrato una chiara accelerazione rispetto al primo trimestre 2026, con order intake pari a 4,1 miliardi di euro (vs attese 3,5 miliardi di euro). Tra i principali contratti figurano 700 milioni di euro per la bioraffineria di Priolo di Eni/Q8 Italia, 900 milioni di dollari per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant di Saudi Aramco in Arabia Saudita e 1,0 miliardi di dollari per il progetto Greater PAJ di Azule Energy in Angola. Il backlog si è attestato a 30,0 miliardi di euro (vs attese 29,5 miliardi di euro), sostanzialmente stabile trimestre su trimestre.

Guidance 2026 aggiornata. Saipem ha aggiornato la guidance 2026 per riflettere l’impatto dei maggiori costi legati al conflitto in corso, che impattano l’EBITDA adjusted senza effetti sulla generazione di cassa grazie al miglioramento del cash conversion. I ricavi sono stati confermati a circa 15,5 miliardi di euro, mentre l’EBITDA adjusted è ora atteso a circa 1,75 miliardi di euro (da 1,9 miliardi di euro). Sono stati confermati anche operating cash flow (post rimborso delle lease liabilities) di circa 1,0 miliardi di euro, CapEx di circa 450 milioni di euro e free cash flow (post lease liabilities) di almeno 600 milioni di euro.

Stime e valutazione. A seguito dei risultati del secondo trimestre 2026, aggiorniamo le stime 2026 per riflettere i maggiori costi in Medio Oriente e la cessione della flotta shallow water drilling. Le stime dal 2027 in avanti rimangono sostanzialmente invariate. Confermiamo il target price a 5,00 euro per azione, sempre basato su una valutazione a multipli di mercato pari a 9,0x EV/EBIT 2027.

Effetto

Le persistenti difficoltà logistiche e operative in Medio Oriente hanno alla fine iniziato a pesare sui margini operativi di Saipem nel secondo trimestre 2026. Al contrario, la generazione di cassa non è stata impattata grazie al miglioramento del cash conversion, mentre order intake e backlog hanno confermato un favorevole momentum commerciale. In termini di guidance 2026, Saipem ha confermato i target su ricavi e generazione di cassa, mentre ha ridotto l’EBITDA adjusted per riflettere i maggiori costi in Medio Oriente, adottando un approccio prudente che non include potenziali recuperi futuri. Pur riconoscendo possibili pressioni sul titolo nel breve termine, confermiamo una view positiva grazie al solido outlook del mercato energetico e al potenziale di crescita del gruppo. Target price confermato a 5,00 euro per azione.



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