Recordati - Ipotesi delisting tramite fusione con Respighi
La fusione per delisting di cui si parla oggi sul Sole24Ore richiederebbe il parere degli indipendenti. L'offerta a 53 eu si confronta con il nostra target price di 71 eu. Minoranze sotto pressione

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Fatto
Il Sole 24 Ore torna sul possibile delisting di Recordati dopo la chiusura dell’offerta pubblica di acquisto di Respighi con adesioni superiori al 74%. Per completare il progetto, CVC/GBL avrebbe due alternative: continuare ad acquistare azioni sul mercato fino al 90%, oppure procedere con una fusione, che potrebbe portare al delisting senza passare da un’assemblea straordinaria. Quest’ultima strada presenta tuttavia un passaggio delicato: configurandosi come operazione con parte correlata, la fusione richiederebbe il preventivo parere favorevole degli amministratori indipendenti. Gli indipendenti si erano espressi formalmente una sola volta, all’unanimità, giudicando non congruo il prezzo iniziale dell’offerta pubblica di acquisto di 51,29 euro. Sul successivo rilancio a 53 euro, l’intero consiglio di amministrazione, inclusi gli indipendenti, ha preso favorevolmente atto della revisione dell’offerta, senza tuttavia che gli indipendenti esprimessero una nuova fairness opinion sulla congruità del prezzo. Il giornale evidenzia quindi come le condizioni di un’eventuale fusione saranno un passaggio chiave, anche alla luce di possibili contestazioni da parte degli azionisti di minoranza.
Effetto
Il superamento della soglia del 90% resta la strada più lineare per il delisting. L’alternativa di una fusione con la BidCo non quotata ci sembra invece più complessa, in quanto richiederebbe il parere favorevole degli indipendenti, che avevano giudicato non congruo il prezzo iniziale dell’offerta pubblica di acquisto e non hanno espresso una nuova fairness opinion sui 53 euro, lasciando spazio a possibili contestazioni da parte delle minoranze. Da un punto di vista fondamentale, continuiamo a ritenere l’offerta a 53 euro non congrua rispetto al nostro target price di 71 euro; tuttavia, il rischio di un delisting tramite fusione anche senza il raggiungimento del 90%, insieme alle recenti incertezze brevettuali su Isturisa, potrebbe aumentare la pressione sulle minoranze e favorire ulteriori adesioni durante la riapertura dei termini dal 3 al 9 novembre.
