Poste Italiane - Feedback dalla conference call
Prevista una riorganizzazione in due fasi

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Fatto
La conference call post risultati 2Q26 si è focalizzata soprattutto su quattro direttrici strategiche:
1) Semplificazione del gruppo, nuovo accordo CDP, AI e TIM. Il progetto di riorganizzazione prevede una Phase 1 entro fine 2026, con integrazione del business payments di PostePay in BancoPosta e creazione del Financial Hub, e una Phase 2 entro fine 2027, con allocazione della partecipazione Poste Vita all’interno di BancoPosta. Il razionale principale è l’ottimizzazione del capitale e della capacità di impiego del bilancio.
2) Nuovo accordo CDP 2027-2030, Poste ha indicato un framework che migliora la visibilità sui ricavi futuri del risparmio postale con ricavi annui medi a 1,9 miliardi di euro vs 1,8 miliardi di euro precedenti, con meccanismi di riduzione degli outflows e maggiore flessibilità commerciale sulle offerte per la nuova liquidità.
3) A livello organizzativo, è stato inoltre firmato l’accordo con i sindacati per il nuovo modello hub & spoke della rete fisica, che riduce la complessità gestionale degli uffici postali creando degli Uffici Postali “Hub” volti ad ottimizzare la gestione delle filiali più piccole, migliorando il presidio commerciale locale e aumentare la produttività della rete.
4) Il management ha confermato anche l’obiettivo di usare l’AI sia come leva commerciale, tramite SuperApp, PostePass e advisory tools, sia come leva di efficienza interna su IT, customer operations e processi. Sul fronte data center, Poste ha confermato l’intenzione di supportare i piani di investimento di TIM, ma con una struttura di funding in larga parte sostenuta da investitori privati e istituzioni finanziarie, riducendo il rischio di un eccessivo assorbimento diretto di capitale.
Effetto
La call ha introdotto un potenziale upside aggiuntivo rispetto al nostro investment case Poste + TIM, principalmente legato alla maggiore efficienza del perimetro standalone. In termini di ordine di grandezza, stimiamo ~150 milioni di euro di upside run-rate annuo nel medio termine rispetto alle nostre stime attuali. Di questi, ~100 milioni di euro sono a nostro avviso legati alla riorganizzazione divisionale (20% phase 1 / 80% phase 2) con la creazione di un Financial Hub che permetterà di generare maggior NII grazie all’ottimizzazione del capitale, e ~50 milioni di euro dal nuovo accordo CDP.
Riteniamo la riorganizzazione in due fasi il tema più rilevante perché rende Poste più simile a una vera piattaforma finanziaria integrata con una governance più coerente e benefici sia commerciali sia di capitale. Il nuovo accordo CDP aggiunge visibilità a una delle revenue stream più importanti e difensive del gruppo, mentre l’accordo sindacale sul modello hub & spoke riduce il rischio di execution sulla trasformazione della rete fisica.
Su AI e data center vediamo invece una doppia lettura. L’AI può diventare una fonte ulteriore di efficienza e cross-selling, potenzialmente incrementale rispetto alle sinergie già annunciate sul deal TIM. I data center confermano invece che la combined entity potrebbe diventare più capital intensive, ma il modello di funding indicato dal management limita il rischio che Poste debba sostenere integralmente il ciclo di investimenti.
Riteniamo quindi che l’investment case di Poste resti attualmente legato alla riuscita dell’operazione TIM, ma in attesa del closing, il management sta lavorando sull'ottimizzazione del perimetro attuale per diventare più efficiente, più scalabile e più coerente con la futura piattaforma nazionale integrata. Ci aspettiamo che maggiori dettagli verranno annunciati durante la presentazione del nuovo Piano Strategico Combined nel 1Q27.
Azioni menzionate
Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

