Poste Italiane con TIM, la convergenza reale-digitale crea valore

Intermonte alza il giudizio di Poste ad Outperform. Con TIM, “un’integrazione orizzontale tra infrastruttura e servizi”. Il nuovo soggetto dispone di una sterminata rete distributiva: 16.700 punti

Autore: Marino Masotti
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Nel mondo della convergenza sempre più spinta delle infrastrutture fisiche e digitali, in Italia sta per nascere una piattaforma unica in Europa.

L’aggregazione di Poste Italiane e Tim sta per mettere insieme i data center ed il recapito pacchi, la telefonia e gli sportelli, la cybersecurity ed i buoni fruttiferi, il cloud e le polizze Vita.

Nuovo e nuovissimo si fonderanno con quel che sembra vecchio o arcaico ma in realtà continua ad essere cruciale anche ai tempi dell’intelligenza artificiale, perché non tutto il mondo reale può essere trasferito nel digitale.

Un ecosistema ibrido, fisico e digitale

Quella che gli analisti di Intermonte definiscono non una semplice operazione di M&A tra operatori di business attigui ma piuttosto “un’integrazione orizzontale tra infrastruttura e servizi” non ha soltanto una solida legittimazione industriale, c’è una razionalità finanziaria a creare valore per gli azionisti del nuovo aggregato

L’Opa di Poste Italiane si dovrebbe concludere a metà settembre ma già oggi la società sta iniziando a incorporare i benefici immediati delle sinergie e quanto di buono potrebbe arrivare più avanti in termini di nuove iniziative basate sull’interazione descritta. 

Gli analisti Alberto Villa e Antonio Gianfrancesco alzano il target price su Poste Italiane a 33 euro (da 24,2), il giudizio sale a OUTPERFORM da Neutral: potenziale upside del 20%.

I termini finanziari dell'offerta

Agli azionisti TIM vengono offerti 1,67 euro in contanti più 0,218 nuove azioni Poste per ogni azione ordinaria TIM, per un controvalore di 7,74 euro. L'offerta, prevede una soglia minima di adesione del 66,7% del capitale. Sul fronte finanziario, l'esborso di cassa per Poste è stimato in 2,85 miliardi di euro, a cui si aggiunge una componente azionaria di 10,3 miliardi tramite l'emissione di 372 milioni di nuove azioni, portando il capitale complessivo a 1,678 miliardi di azioni.

Quanto vale il nuovo campione italiano 

Se oggi si sommano i valori delle singole divisioni del nuovo gruppo e si incorporano le sinergie si arriva a un fair value di 31,5 euro per azione. A questi, gli analisti aggiungono 5,1 euro per azione di potenziali ulteriori opportunità di valore pesate al 30%, perché i rischi di esecuzione, di impresa e di cambio di scenario, valgono molto in questo momento. Il valore equo complessivo è di 55,4 miliardi di euro.

Nuove opportunità di business

Migrazione al cloud  

L'Italia ha destinato circa 47 miliardi di euro del PNRR alla transizione digitale, di cui 6,74 miliardi per le infrastrutture di connettività e 6,71 miliardi per la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Al centro di questo processo c'è il Polo Strategico Nazionale (PSN), il cloud sovrano dello Stato per i dati critici della PA: TIM ne detiene oggi il 45% e potrebbe arrivare al 65%. Tutto il mondo della pubblica amministrazione sarebbe spinto verso il PSN.

Telefonia

L'Italia ha oggi uno degli ARPU (ricavo medio mensile per utente) più bassi d'Europa, circa 10,6 euro contro una media continentale di 16-17 euro. Una razionalizzazione competitiva, favorita anche dalla presenza di un socio pubblico forte in Poste, potrebbe generare un cambiamento di scenario: ogni euro di aumento dell'ARPU varrebbe circa 250 milioni di EBITDA aggiuntivo per il gruppo. 

Negozi, digitali e fisici 

La combinazione punta a integrare la Super App di Poste, oltre 19 milioni di clienti, con l'offerta mobile e broadband di TIM, generando cross-selling in entrambe le direzioni: prodotti telco ai clienti finanziari di Poste e prodotti assicurativi/di risparmio ai clienti TIM. Oltre alle opportunità nella parte digitale c’è una  colossale rete distributiva da mettere al lavoro. Il nuovo soggetto controllerà complessivamente 16.700 punti distributivi, 12.700 sportelli Poste e 4.000 punti vendita TIM. Giusto per avere un parametro di confronto, la rete delle farmacie è di 19.000 negozi, gli sportelli delle cinque principali banche italiane sono di poco sopra quota 10.000. 



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