NEXI +7% Rumors per una potenziale offerta di CVC

CVC valuta il delisting di Nexi con un'offerta da circa 9 miliardi di euro, ma serve l'ok del governo

Autore: Redazione
Primo piano di una carta di credito Nexi su sfondo neutro.

Fatto

Nexi brilla in rialzo di oltre il +7%.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, CVC starebbe valutando una potenziale offerta per il delisting di Nexi per un valore di circa euro 9 miliardi.

L’operazione sarebbe ancora in fase preliminare e subordinata al supporto del governo italiano, considerata la rilevanza strategica degli asset del gruppo e la presenza dei poteri di “golden power”.

Una possibile struttura dell’operazione includerebbe lo scorporo della divisione Digital Banking Solutions (DBS), considerata asset strategico nazionale, con trasferimento a un investitore domestico (esempio CDP) per facilitare l’approvazione regolamentare.

Al momento non risultano negoziazioni in corso con i principali azionisti e l’esito dell’operazione appare incerto.

Effetto

Riteniamo che l’indicazione di circa euro 9 miliardi sia da interpretare a livello di Enterprise Value, sostanzialmente in linea con l’attuale EV di Nexi (market cap circa euro 4,5 miliardi e circa euro 4,9 miliardi di debito netto a fine 2025, stimato in calo a euro 4,5 miliardi a fine 2026), suggerendo quindi un limitato premio implicito rispetto alle valutazioni correnti. In questo contesto, l’eventuale creazione di valore per gli azionisti appare non immediata.

Dal punto di vista industriale e regolamentare, continuiamo a ritenere che un’operazione di take-private sia fortemente vincolata al tema politico e alla necessità di preservare il controllo domestico sugli asset infrastrutturali, come la rete interbancaria, rendendo probabile, in caso di avanzamento, uno spin-off della divisione DBS. In tal senso, ricordiamo che una precedente offerta (circa euro 1 miliardo) per tale asset è stata respinta proprio per l’opposizione di CDP.

Nel complesso, pur riconoscendo che il contesto di valutazioni depresse nel settore possa favorire l’interesse da parte di operatori finanziari, vediamo rilevanti incertezze su credibilità dell’operazione, execution e allineamento politico, che rappresentano i principali ostacoli a una possibile transazione.



Azioni menzionate

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